
Giorgia Meloni in un’intervista al Foglio si dedica ai suoi avversari giocando con i titoli dei film. Dovendo scegliere un film a Conte e Schlein consiglio “Una poltrona per due”, e non credo che serva di spiegare il perché. A Renzi Ritorno al futuro”, per nostalgia degli anni che furono. A Calenda “L’ultimo dei Mohicani”, per la tenacia con cui si oppone agli estremismi della sinistra. A Vannacci consiglierei “Il mago di Oz”, perché l’uomo che proietta la sua immagine gigantesca, alla fine del film, è un po’ quello che mi capita di pensare quando vedo quei video fatti con l’AI di lui muscoloso condottiero e poi lo ritrovo a nuotare con Renzi.
La premier ne ha anche per i suoi alleati. A Tajani e Salvini consiglio “Stranger Things”,, serie meravigliosa, perché guardare quella comitiva all’apparenza improbabile che combatteva una battaglia più grande di lei mi ha fatto spesso sorridere, pensando a questi anni.
Per se stessa non si è dedicata alcun titolo, anche se forse uno adatto alla situazione c’è “Mission impossible”, senza Vannacci. E’ vero che lei sopravviverebbe politicamente alle macerie di una sconfitta alle elezioni, rimanendo a capo dell’opposizione con il partito più votato in Italia, ma crollerebbe il centrodestra con Tajani e Salvini che sarebbero spazzati via dalla politica che conta. Sicuramente spodestati dalla guida dei rispettivi partiti
La premier rivolge uno sguardo anche allla Sassonia, con vista sul generale “Da anni in Europa sono cresciuti quei movimenti politici che pongono in primo piano la difesa dell’identità, il contrasto all’immigrazione illegale di massa, il pericolo dell’islamizzazione dell’Europa. Nei confronti di questi movimenti, molto spesso la reazione dell”establishment è stata quella di creare un ‘cordone sanitario’, non invece di affrontare nel merito le questioni. Come si vede è una strategia che non funziona. Funziona invece ascoltare queste istanze e rispondere. E’ quello che sta facendo il centrodestra in Italia”.
Fino alle elezioni il problema principale sarà il rapporto con Vannacci, un nodo da sciogliere, da cui dipenderà il futuro della coalizione.
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