Suicidio assistito, la Consulta apre ma la sentenza divide

. Cronaca

La Corte costituzionale apre alla non punibilità dell'aiuto al suicidio di chi sia già determinato a togliersi la vita. Ma la sentenza divide, nella società e nel mondo politico, che ancora una volta si è dimostrato in grande ritardo. Sofferenze La Consulta ha fatto sapere di ritenere "non punibile" ai sensi dell’articolo 580 del codice penale chi agevoli, a determinate condizioni, "l'esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili", ma che sia "pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli". Dj Fabo I supremi giudici continuano a ritenere “indispensabile l’intervento del legislatore", ma intanto, "rispetto alle condotte già realizzate, il giudice valuterà la sussistenza di condizioni sostanzialmente equivalenti a quelle indicate” e ciò influirà in particolare sulla vicenda di Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Coscioni, sotto processo a Milano per aver accompagnato nell'ultimo viaggio verso una clinica svizzera Dj Fabo, Fabiano Antoniani, per praticare il suicidio assistito. Immediato il no alla sentenza della Chiesa cattolica, che fa sentire la sua voce attraverso la Conferenza episcopale italiana: "Si può e si deve respingere la tentazione – indotta anche da mutamenti legislativi – di usare la medicina per assecondare una possibile volontà di morte del malato, fornendo assistenza al suicidio o causandone direttamente la morte con l'eutanasia". Obiezione I vescovi in parallelo "confermano e rilanciano l'impegno di prossimità e di accompagnamento nei confronti di tutti i malati" e mandano un preciso messaggio alla politica, annunciando di attendersi che "il passaggio parlamentare" tuteli "la libertà di scelta" gli operatori sanitari , ovvero assicuri la possibilità di obiezione di coscienza come nel caso dell'aborto. Opposto il parere di Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Coscioni: "Oggi gli italiani sono un po' più liberi. La decisione della Corte entra nella storia del paese e sarà da modello in tutta Europa e oltre". Sla Intanto, un malato di Sla, Gianfranco Bastianello 63 anni e infermo da quando ne aveva 14, si è rivolto con una lettera direttamente al Papa. "Quando il dolore fisico ti fa urlare ma non puoi perché non hai voce", allora "caro Papa Francesco comprendi che c'è un'unica via d'uscita, andartene". Dalla politica il solito contrasto di voci - da un lato il centrodestra guidato dai moniti ultrareligiosi di Matteo Salvini e dall'altro le aperture di M5s e Pd - sembra preannunciare la prosecuzione dello stallo, che finora ha portato finora il Parlamento a non decidere nell'anno di tempo che la Corte Costituzionale aveva concesso, prima di pronunciare la sua sentenza. Un suggerimento arriva da Matteo Renzi, leader di Italia Viva: "Occorre fare uno sforzo di ascoltarsi l'un l'altro, senza scontri ideologici. Occorre rispetto delle persone e non fare dei diritti un tema di scontro".

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