Esplode il caso-Totti, Spalletti non la manda giù e 'caccia' il capitano da Trigoria. Tifosi infuriati (con distinguo)

. Cronaca

"Caos Roma", "Roma brucia" "Rottura storica". Titolano così i siti di tutto il mondo sul caso-Totti esploso fragorosamente stamane quando Luciano Spalletti ha 'cacciato' il capitano - 300 gol in serie A, uno dei più grandi giocatori italiani, bandiera e cuore giallorosso da un ventennio, idolo della tifoseria ma anche quasi quaranta primavere - dal ritiro di Trigoria comunicandogli che per quell'intervista al Tg1 (in cui chiedeva di scendere in campo di più e comunque "più rispetto") non lo avrebbe più convocato per la partita di stasera col Palermo all'Olimpico, contrariamente a quanto deciso in precedenza. Un Olimpico che ribollirà di rabbia, a giudicare dalla reazione sui social e nelle radio alla notizia che il 'Pupone' si era allontanato dal ritiro dopo un chiarimento, si suppone infuocato, con l'allenatore. Un allenatore toscanamente caparbio e anche un pò permaloso, mai amato dal capitano, che ha visto in quei sei-minuti-sei in cui è stato mandato in campo mercoledì contro il Real, a partita ormai compromessa, la raffigurazione plastica del ruolo ormai marginalissimo ritagliato per lui - con il contratto in scadenza a giugno - nei piani della nuova Roma spallettiana. L'ottavo re di Roma è esploso allora in un'intervista durissima e non autorizzata, tra voglia di togliersi tutti i sassolini dalle scarpe e mestizia. Comunque un botto clamoroso. E Spalletti non l'ha mandata giù, rischiando grosso perchè a Roma "chi tocca Totti 'muore'" ma anche contando, sembra, sull'appoggio del presidente Pallotta, che dagli Usa - dagli Usa, a 10.000 chilometri di distanza nel momento forse più delicato per la Roma degli ultimi anni se non decenni - è stato un pò tiepidino nella reazione alla 'cacciata' di Totti da Trigoria: "Vedremo, lo vedrò, poi decideremo...". E così sui social è scoppiata la rivoluzione delle reazioni e dei commenti, in poche ore decine di migliaia: furiosi, feroci, sarcastici contro Spalletti i più ("Il più grande affronto fatto a Roma dal'assassinio di Giulio Cesare" ha scritto qualcuno), ma altri critici anche nei confronti del capitano ("Francè non ora, non così..." ha twittato un altro). Ed è solo l'inizio, perchè Francesco Totti non è solo un grande, leggendario giocatore della Roma e dell'Italia - campione del Mondo con Lippi in Germania nel 2006 - ma incarna l'anima non solo pallonara di una città intera, o quasi; una città che l'ha eletto a simbolo e che lo ama visceralmente, a prescindere. Intervista o non intervista.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti: