Salvini-Ong, la guerra continua. Ma il ministro teme di restare solo

. Cronaca

Italiane o tedesche che siano, come nel caso di Mediterranea e Sea Eye, è sempre guerra tra Matteo Salvini e le Ong che continuano a salvare migranti davanti alle coste della Libia per scaricarli, o tentare di farlo, poi a Lampedusa violando il blocco deciso dal Viminale. Tanto da far infuriare il ministro che per di più teme di essere lasciato politicamente solo nella sua battaglia contro l'immigrazione clandestina dagli alleati di governo, i grillini, sempre più tiepidi nel sostenerlo. Di qui il suo appello polemico ai ministri della  Difesa Trenta e dell'Economia Tria per un 'aiuto'. Solo nella sua battaglia però Salvini certo non è se è vero che il 60% degli italiani, secondo un sondaggio, approva la linea della fermezza sui porti chiusi. Nelle ultime ore nuovi sviluppi in questo braccio di ferro e nuove polemiche mentre le coste delle regioni meridionali, come la Calabria e la Puglia, continuano ad essere sforacchiate lontano dai riflettori da arrivi di piccoli gruppi di migranti che, sommati, fanno numeri consistenti (oggi un'ottantina di pakistani sono sbarcati vicino Taranto). A Lampedusa, forzando il blocco ed evitando di obbedire all'ordine di recarsi al porto sicuro di La Valletta, ha attraccato il veliero Alex della Ong italiana Mediterranea. Sbarcati i 45 migranti a bordo per effetto del sequestro penale disposto di iniziativa dalla Guardia di Finanza (applausi da parte di Salvini con un tweet) mentre dal Viminale fanno sapere che l'equipaggio è indagato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. La Alan Kurdi, invece, della Ong Sea Eye che batte bandiera tedesca, ha cambiato rotta puntando la prua verso Malta e lasciando le acque al largo di Lampedusa. "Non possiamo aspettare finche' lo stato di emergenza non prevale", fa sapere Sea Eye. "Ora - aggiunge la Ong - Sì deve dimostrare se gli altri governi europei appoggiano l'atteggiamento dell'Italia".



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