Dubbi Pm su versione CC, A Trastevere agenti in borghese e pusher

. Cronaca

Rimane il mistero sulla tolleranza rispetto alla presenza di pusher a Tratevere che evidentemente sembrano agire indisturbati nella centrale piazza Mastai, ma anche in altri luoghi del centro storico, nonostante siano piene di carabinieri sia in divisa che in borghese. Ed alcuni come risultata dalle ricostruzionii anche fuori servizo. Addirittura quattro o cinque la sera della tragedia. Anche due passati in motocicletta. Poi quel supporto delle volanti che e’ stato raccontato esserci stato. Ma dov’erano, se i due assassini hanno potuto colèpire a morte Cerciello e poi scappare indisturbati? Per questo bisogna delineare meglio la figura di Brugiatelli che, con una nota del suo avvocato, ha smentito di essere un pusher o un confidente. Quella sera Brugiatelli aveva denunciato parlando con i militari in piazza, di avere subito il furto dello zainetto, ma aveva anche parlato del ricatto dei due americani che volevano un grammo di cocaina perché erano stati truffati dai suoi amici che gli avevano venduto invece tachipirina. E allora come mai non si e’ pensato di fermare i pusher che erano nella zona? Di più uno di essi avrebbe riferito che i carabinieri gli hanno detto: ”Tranquillo nnon siamo qui per voi”. Ancora, solo Varriale era presente in un primo momento a piazza Mastai e dov’era, visto che quando e’ previsto il servizio di pattuglia i carabinieri devono essere sempre in coppia, Cerciello? E fa pensare anche il fatto che Cerciello non avesse la pistola con se’, quasi fosse fuori servizio. Ulteriore punto e’ come mai al fatidico appuntamento per “il cavallo di ritorno” sono andati direttamente i due carabinieri e non  Brugiatelli che invece e‘ a distanza rimasto nell’auto dei Cc? Normalmente si fa consumare  lo scambio prima di intervenire, altrimentri non c’e’ prova del reato e non si può nemmeno procedere all’arresto. Insomma i buchi oscuri sono tanti e non sono stati fugati nemmeno dalla conferenza stampa dei carabinieri. Si cominciano ad intravedere responsabilita’ che potrebbero arrivare a catena molto in alto. Chi ci vuole vedere chiaro e’ la procura di Roma. Sono partite verifiche sulle annotazioni di servizio e sui turni dei militari impiegati quella notte nelle strade e nella piazza in cui sono stati consumati prima il furto e poi l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. La verifica dovrà fare chiarezza su ruoli e gestione dell’intervento. 

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