Sequestro e sbarco per Open Arms. Ancora in mare la Ocean Viking

. Cronaca

Alla fine, al di là di proclami e decreti, è toccato ancora una volta alla magistratura sciogliere i nodi creati dalle contraddizioni della politica. La procura di Agrigento ha deciso il sequestro preventivo della nave Open Arms, ferma davanti a Lampedusa, e quindi l'evacuazione immediata dei circa 80 profughi che ancora si trovavano a bordo, dopo 19 giorni dal salvataggio al largo della Libia. In precedenza sulla nave della Ong era salito il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, assieme a due medici per una verifica delle condizioni igienico-sanitarie. Inchiesta Il provvedimento di sequestro dovrà essere convalidato dal gip entro 48 ore. La nave dovrebbe essere trattenuta nel porto di Licata, dove si trovano già la "Mare Jonio" di Mediterranea e la "Sea watch", sequestrate nelle settimane passate. Attualmente, oltre all'inchiesta per sequestro di persona avviata sulla base esposti dei legali della Ong spagnola, i magistrati hanno aperto un fascicolo a carico di ignoti per omissione e rifiuto di atti d'ufficio. Tuffati Nella mattinata di martedì 15 migranti si erano tuffati in mare, tentando di raggiungere a nuoto l'isola. Sono stati recuperati dai mezzi della Capitaneria di porto. Era solo un anticipo dello sbarco di tutti gli altri migranti, accolti con il canto di "Bella ciao" da un gruppo di attivisti di organizzazioni religiose e umanitarie e di turisti. Prima dell'intervento della magistratura era giunta notizia della decisione della Spagna di inviare una nave militare, che avrebbe dovuto prendere i carico i migranti e trasferirli a Miaorca. Beffa La scelta della linea dura era stata ribadita dal ministro uscente dell'Interno, Matteo Salvini: "Se qualcuno pensa di spaventarmi con l'ennesima denuncia e richiesta di processo, si sbaglia. Sarebbe una beffa, proprio mentre abbiamo convinto la Spagna a mandare una nave, che qualcuno in Italia sta lavorando per farli sbarcare adesso e magari processare il ministro dell'Interno, che testardamente continua a difendere i confini del paese". Per Open Arms invece twitta: "Finalmente l'incubo finisce, le persone rimaste riceveranno assistenza immediata in terra". Ma mentre un caso si avvia a soluzione, già si affaccia la necessità di offrire un porto sicuro ai 356 immigrati che si trovano a bordo della "Ocean Viking", la nave di Sos Mediterranée e di Medici Senza Frontiere, che da vari giorni gravita tra Malta e Lampedusa. Soluzione In un appello si segnala che anche in questo caso la situazione è ormai al limite e si sottolinea: "Il 13 agosto abbiamo richiesto a Italia e Malta di prendere il coordinamento e assegnare un porto sicuro di sbarco. Malta ha rifiutato di prendere il coordinamento, l'Italia non ha risposto. Stiamo interessando anche gli altri Stati europei nel tentativo di trovare una soluzione tempestiva". Il ministro dell'Interno francese, Christophe Castaner, ha chiesto che "sbarchino al più presto" quanti si trovano a bordo delle navi Open Arms e Ocean Viking, perché "sono vulnerabili" e ha confermato "l'impegno della Francia e della Germania nell'accoglienza dei richiedenti asilo".
(foto Hanna-Wallace-Bowman MSF)

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