Uomo Vitruviano in prestito al Louvre, il Tar del Veneto blocca il Mibact

. Cultura

Sovranismo culturale o semplice tutela del nostro patrimonio artistico? Il Tar del Veneto ha sospeso in via d'urgenza il prestito al museo del Louvre dell'Uomo Vitruviano di Leonardo. Il prossimo 24 ottobre si inaugurerà nel museo parigino una mostra dedicata a Leonardo da Vinci nel quinto centenario della morte, risultato di oltre dieci anni di lavoro, che ha visto il rinnovato esame scientifico dei dipinti del grande italiano presenti Louvre, a partire dalla Gioconda, per comprendere meglio la pratica artistica e la tecnica pittorica di uno dei più grandi geni dell'umanità e talento universale del Rinascimento. Decisione La decisione finale verrà presa in camera di consiglio il prossimo 16 ottobre, sulla base del ricorso presentato da Italia Nostra. L'Uomo Vitruviano, rappresentazione delle proporzioni ideali del corpo umano, è un disegno a penna e inchiostro su carta (34x24 cm) del 1490, conservato nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie dell'Accademia di Venezia. Il Tar ha anche sospeso il memorandum d'intesa tra il ministero dei Beni culturali e il del Louvre per lo scambio di opere di Leonardo e Raffaello. Raffaello L'accordo firmato dal ministro Dario Franceschini e dal suo omologo francese, Franck Riester, prevedeva che il disegno leonardesco restasse Oltralpe per otto settimane, mentre da Parigi era previsto l'arrivo alle Scuderie del Quirinale di alcune opere di Raffaello, nella annunciata mostra per il 500mo anniversario della morte dell'artista di Urbino nel 2020. Secondo l'ufficio legislativo del Mibact: "L'accordo firmato a Parigi è stato esclusivamente il riconoscimento da parte dei ministri di decisioni e atti tutti presi, per parte italiana, dai competenti uffici tecnici. Il prestito di ogni opera risultava già autorizzato al momento della sottoscrizione dell'accordo che prevede, peraltro, che lo scambio avvenga secondo le specifiche prescrizioni di tutela dettate dai singoli musei ". Corpus Diverso il giudizio di Italia Nostra: "Esprimiamo soddisfazione, poiché per il momento si sono evitati danni all'opera, in un'ottica conservativa del patrimonio culturale nazionale. Attendiamo fiduciosi il corso della giustizia", sostengono Mariarita Signorini, presidente nazionale dell'associazione, e Lidia Fersuoch, presidente Italia Nostra Venezia, che ha aggiunto : "Almeno per il momento l'opera non uscirà dalla stanza protetta in cui è conservata. Inoltre, il Tar ha preso in considerazione l'intero corpus" della questione prestiti ed "è stata avvalorata la nostra tesi che al ministero spetta un'attività di indirizzo e agli esperti quella dell'effettiva valutazione sulla opportunità o meno di prestare un'opera".

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