Giornata mondiale tartarughe, allarme plastica per le Caretta nel Mediterraneo

. Cultura

Ventesimo World Turtle Day. Questo 23 maggio si festeggiano i due decenni dell'iniziativa promossa nel 1990 dalla organizzazione ambientalista American Tortoise Rescue, di Malibu in California. Un appuntamento di sensibilizzazione sulle difficili condizioni di sopravvivenza per una specie presente sulla Terra da più di 200 milioni di anni e sulle minacce agli habitat in cui vive. L'ordine delle Testudines comprende due specie di rettili: le tartarughe e le testuggini. Nel linguaggio comune il termine tartaruga indica entrambe le categorie, ma le tartarughe sono tutte le specie acquatiche - marine o d'acqua dolce - con guscio dal profilo basso e in molti casi carnivore. Le testuggini sono tutte invece le specie adattate alla vita terrestre; sono erbivore, dotate di possenti artigli e con carapace generalmente rialzato. In vent'anni di attività American Tortoise Rescue, fondata da Susan Tellem e Marshall Thompson, ha salvato e portato nei rifugi loro dedicati più di 4 mila esemplari. Pescatori Nel Mediterraneo vivono tre specie di tartarughe marine, la più nota è la Caretta caretta, anch'essa classificata tra le specie a rischio. "Secondo recenti studi dell’Ispra – ha dichiarato il ministro dell'Ambiente, il pentastellato Sergio Costa – su 458 tartarughe vive e 948 rinvenute morte, il 63% presentava plastica ingerita. Tra gli esemplari vivi quasi il 58% aveva plastica nelle feci. Ecco perché c'è bisogno di iniziative come la Direttiva europea sulla plastica monouso o la legge Salvamare per pulire le nostre acque, grazie anche all'aiuto prezioso dei pescatori". Per la Giornata mondiale delle tartarughe, Legambiente ha lanciato sui social network il "TartaQuiz". L'analisi delle oltre mille risposte dice che è diffusa la conoscenza delle abitudini e dello stato delle Caretta, ma si fa ancora fatica a percepire la portata dell'emergenza rifiuti marini e a comprendere quanto i comportamenti di ciascuno siano fondamentali per arginare l'inquinamento. Santuario Oltre il 34% dei partecipanti crede che la situazione del Mediterraneo non sia paragonabile alle cosiddette 'isole di plastica' dell'Oceano Pacifico. In realtà il Mare Nostrum, che rappresento soltanto lo 0,8% della superficie marina mondiale, è per presenza di rifiuti una tra le sei aree più inquinate al mondo. Ci sono zone caratterizzate da altissima densità di plastica galleggiante, come quella tra la Corsica e l'isola d'Elba, in prossimità del "Santuario Pelagos" per la protezione dei mammiferi marini, area protetta tra Italia, Francia e Principato di Monaco.

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