Shock trumpiano o cura europea? Economia al bivio

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"Tutti sanno che l'Italia è in una situazione macroeconomica non molto buona", il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, da Londra sceglie la via dell'understatement per affrontare una questione stretta tra le radiose prospettive di uno shock trumpiano e, comunque, di un incremento del debito pubblico e la cura, quasi da cavallo, richiesta dall'Europa per restare nell'euro. Preoccupato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che in un messaggio all'assemblea di Confartigianto afferma: "Assicurare la solidità dei conti è essenziale per la tutela del risparmio e l'accesso al credito, per sostenere l'economia reale e lo sviluppo di nuovi progetti per la valorizzazione dei nostri territori, per creare lavoro di qualità e una crescita inclusiva. In un contesto di persistenza di rischi e incertezza, anche a livello internazionale, serve una visione chiara del futuro e uno sforzo condiviso per rilanciare la fiducia e gli investimenti". Entro venerdì dovrebbe arrivare l'attesa replica con cui il governo italiano spera di convincere Bruxelles a non far partire la procedura di infrazione per deficit eccessivo. Il premier, Giuseppe Conte, rilancia il dialogo, ma lo condisce con un messaggio - "No al primato della finanza in Europa" - destinato a tranquillizzare Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Mercoledì è previsto un vertice con i due vice, prima della riunione del Consiglio Ue di giovedì e venerdì. Si cerca di trattare, ma si chiede anche un cambiamento delle regole, per ridimensionare le politiche di austerità che si traducono in tagli per i cittadini. Salvini nel frattempo cerca la benedizione del vicepresidente Usa, Mike Pence, e del segretario di Stato, Mike Pompeo, indicando la politica economica e fiscale di Trump come "un esempio e un modello per l'Italia. Le risorse per la flat tax ci sono, al massimo si possono rimodulare i tempi - sostiene -. L'Italia non è la Grecia e Bruxelles se ne farà una ragione". Di Maio vuole rilanciare l'iniziativa pentastellata nel governo, ma non vuole fornire alla Lega occasioni per rompere. Quindi, è d'accordo sul no a una 'manovrina' e rilancia su salario minino e taglio della pressione fiscale. Tria, in chiave low profile, sottolinea: la strada è quella che "abbiamo deciso e approvato, una politica fiscale prudente, ma compatibile con la necessità di crescere di più" e poi scherza: "Una manovra trumpiana implica avere il dollaro, e noi abbiamo l'euro...". Categorico, in ogni caso, il suo no ai minibot: strumento "pericoloso, illegale e non necessario". Per il presidente della Bce, Mario Draghi, che ha parlato al forum di Sintra in Portogallo: "Lo scenario rimane negativo e gli indicatori indicano una debolezza persistente", ma abbiamo "strumenti a nostra disposizione", a partire da "ulteriori tagli dei tassi", mentre il programma di quantitative easing "ha ancora uno spazio considerevole". In attesa di un possibile happy end, a Roma si incrociano le dita. Il risultato più realistico - secondo la maggioranza degli osservatori - sarà quello di ottenere più tempo, intanto per scavallare l'estate.
(foto da Credit Score Blog)

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