Brexit, la mossa del sovranista Johnson: sospendere il Parlamento

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Chiamiamola pure sospensione (o tecnicamente dall'inglese "proroga") e non chiusura, sta di fatto che il Parlamento britannico per 23 giorni non potrà esprimersi sulla Brexit, anche in caso la situazione precipiti verso il no deal. Regina Il premier Boris Johnson - dimostrando quale logica di governance seguano i leader sovranisti - ha chiesto alla Regina di sospendere il Parlamento subito dopo la ripresa dei lavori a settembre e fino al 14 ottobre, giorno del Queen's Speech quando la Regina Elisabetta II delineerà l'agenda del governo aprendo la successiva sessione di Westminster. In questo modo i parlamentari di fatto non avranno il tempo per evitare per via legislativa l'eventualità di una hard Brexit. Speaker Lo Speaker della Camera dei comuni, John Bercow, ha definito la mossa come "oltraggio costituzionale. Comunque la si voglia travestire, è palese lo scopo di fermare i parlamentari impedendogli di assumere scelte nell'interesse del paese. È un'offesa al processo democratico e ai diritti dei parlamentari quali rappresentanti eletti del popolo". La regina secondo le ultime notizie ha accolto la richiesta di Johnson. Neutra Di solito la concessione della proroga è una formalità, ma in questo caso Johnson ha obbligato di fatto Elisabetta II ad adottare una scelta politicamente non neutra. Secondo il premier conservator/sovranista in realtà dopo le decisioni finali da parte dell'Ue nel vertice dei leader a Bruxelles i prossimi 17 e 18 ottobre - in occasione del quale lui stesso cercherà di strappare un nuovo accordo di divorzio dall'Europa -, ci sarà "molto tempo per il Parlamento per discutere della Brexit e di tante altre questioni". Il capo dell'opposizione laburista, Jeremy Corbyn, va giù pesante: "Sono sconvolto dalla sconsideratezza di Johnson, che parla di sovranità e, invece, sta cercando di sospendere il Parlamento, per evitare il controllo dei suoi piani verso una spericolata Brexit no deal". Cromwell Parlamentari laburisti parlano di "golpe costituzionale" e Corbyn ha annunciato di aver scritto alla Regina per richiedere un incontro. Senza richiamare il caso della sospensione decennale voluta da re Carlo I, che a metà del XVII secolo scatenò la Guerra civile che portò al potere Oliver Cromwell e alla decapitazione dello sovrano stesso, le ultime due volte che il Parlamento è stato prorogato, la chiusura è durata rispettivamente 4 e 13 giorni. Non è escluso che subito dopo la riapertura a Westminster si determini una maggioranza trasversale in favore della sfiducia per Johnson, con l'ipotesi di chiamata alle urne per il Regno Unito subito dopo il 31 ottobre. Sostegno a Johnson arriva dall'amico Donald Trump, che in un tweet dice: "Sarà molto dura per Corbyn, cercare un voto di sfiducia. Boris è esattamente ciò che la Gran Bretagna cercava e dimostrerà di essere un grande". In realtà la sterlina è al momento in picchiata e i mercati sono spaventati da un no deal, che da vari analisti è ritenuto una catastrofe per l'economia britannica.

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