Brexit, Johnson rischia autogol alla Salvini. Atteso voto Lords su legge anti-no deal

. Esteri

La Camera dei Comuni di Londra ha votato una legge che impedisce al governo guidato dal conservatore Boris Johnson di uscire dall'Ue con un "no deal" e ha respinto la richiesta del premier di elezioni anticipate per il 15 ottobre. Una secca sconfitta per Johnson, che resta tuttavia ben deciso a portare avanti il suo progetto di divorzio costi quel che costi con Bruxelles. Tempi Intanto, i suoi faranno tutto l'ostruzionismo possibile alla Camera dei Lord, dove è andata in seconda lettura la legge anti-no deal per l'approvazione definitiva. Sui tempi si gioca molto, poiché lo stesso premier aveva deciso per la prossima settimana la sospensione dell'attività del Parlamento fino al 14 ottobre. Un quadro assai complicato, che tra l'altro vede Johnson a capo di un governo senza maggioranza (dopo il passaggio all'opposizione di un deputato conservatore sul cui unico voto faceva perno) e poi lo smacco dei ripetuti voti anti-no deal di di 21 parlamentari Tory, ora espulsi dal partito. Nipote Tra i conservatori 'ribelli ci sono anche ex ministri come Philip Hammond e poi l'ex procuratore generale della Corona, Dominic Grieve, così come il nipote di Churchill, sir Nicholas Soames. Questa situazione sembra relegare la Brexit ancora in un limbo. La nuova legge, se dovesse completare l'iter parlamentare, obbligherebbe Johnson a ritardare l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue dal prossimo 31 ottobre fino al 31 gennaio 2020, a meno che lo stesso Parlamento non approvi un nuovo accordo con Bruxelles - dopo aver bocciato nei mesi scorsi per tre volte quello raggiunto dall'allora premier Theresa May - oppure voti per il no deal entro il 19 ottobre prossimo. Proroga Qualsiasi prolungamento dei tempi, in ogni caso, richiederebbe anche l'approvazione unanime dei leader dei paesi Ue, a fronte - si dice a Bruxelles - di validi motivi proposti dal governo britannico. Una terza proroga della Brexit da parte dell'Unione non appare tuttavia al momento scontata. Quanto alle elezioni anticipate, Johnson al momento non è riuscito a ottenere la prevista maggioranza dei due terzi del Parlamento, raggiungibile soltanto con il consenso dell'opposizione laburista. Il leader del Partito laburista, Jeremy Corbyn, non ha escluso un parere favorevole al ricorso anticipato alle urne, ma nel momento in cui fosse definitivamente approvata la legge sul blocco della Brexit senza accordo e in ogni caso non prima dell'attuale deadline del 31 ottobre. Vigile Sul fronte dell'Unione, il negoziatore della Brexit, Michel Barnier, ha detto che "l'Ue rimarrà in ogni caso vigile, unita e calma". Per il 17 e 18 ottobre è convocata la riunione del Consiglio europeo, l'organismo che riunisce i capi di Stato e di governo, per assumere le ultime determinazioni sulla Brexit.
AGGIORNAMENTI

Venerdì 6 settembre la Camera dei Lord ha approvato il disegno di legge per bloccare la possibilità di una Brexit no deal. Il primo ministro, Boris Johnson, dovrebbe rinviare il divorzio con l'Europa se entro il 31 ottobre non fosse raggiunto un accordo con Bruxelles. La legge è passata senza un voto formale e lunedì dovrà essere firmata in legge dalla Regina per la promulgazione. Johnson ha dichiarato di voler proseguire sulla sua strada di una Brexit anche senza accordo ed entro la scadenza della fine di ottobre. Chiederà un nuovo voto sulla sua richiesta di elezioni anticipate per il 15 ottobre, ma tutte le formazioni di opposizione - a partire da laburisti e liberaldemocratici, alle formazioni regionaliste - hanno ribadito in una presa di posizione comune il no alle urne nella data indicata dal premier. La convocazione di elezioni politiche richiede il sostegno di due terzi della Camera dei Comuni.

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