Usa 2020. Candidati dem a una voce contro Trump, ma scintille su riforma sanitaria

. Esteri

È l'Obamacare, la riforma sanitaria fortemente voluta dall'ultimo inquilino democratico alla Casa Bianca, il terreno di confronto tra i candidati dem alle presidenziali Usa 2020. L'attuale capofila nei sondaggi l'ex vicepresidente con lo stesso Obama, Joe Biden, ha affrontato in diretta tv da Houston i suoi principali rivali per la nomination del Partito democratico: la senatrice del Massachusetts, Elizabeth Warren, e il senatore socialista del Vermont, Bernie Sanders, già agguerrito concorrente quattro anni fa di Hillary Clinton. Armi Molte le domande su immigrazione, cambiamenti climatici e controllo delle armi - tema su cui l'appello appassionato dell'ex deputato del Texas, Beto O'Rourke, ha suscitato il più caloroso applauso dell'intero confronto -, ma è stata l'assistenza sanitaria ad accendere il dibattito. Con Sanders e Warren in favore del super estensivo "Medicare for All" e Biden fermo nella trincea di un programma di miglioramento dell'Affordable Care Act del presidente Barack Obama, meno costoso per i contribuenti. Sanders non ha dubbi: il passaggio dall'assicurazione sanitaria privata a un sistema universale garantirà "che ogni americano abbia l'assistenza sanitaria come un diritto umano, non un privilegio". Obamacare Gli ha fatto eco Warren: "I più ricchi e le società più grandi pagheranno di più; le famiglie della classe media pagheranno di meno". Una ipotesi decisamente bocciata dalla senatrice del Minnesota, Amy Klobuchar, che non la manda a dire: "Non penso sia un'idea audace, è soltanto una cattiva idea". Biden parla di un sogno irrealizzabile e dai costi non correttamente stimati: "Penso che l'Obamacare abbia lavorato" positivamente, ha sottolineato l'ex vicepresidente, che ha aggiunto: "Il mio piano ha sicuramente un costo importante, ma non raggiunge certo i quasi 30 mila miliardi di dollari...". Rendita Sorpresa e qualche sorriso ha suscitato l'uscita dell'uomo di affari di origine taiwanese, Andrew Yang, che ha annunciato di voler utilizzare parte dei fondi raccolti per la sua campagna in favore di una "rendita di libertà" di 1.000 dollari al mese per dieci famiglie americane. Nonostante le scintille, tra i candidati democratici sono emersi ampi tratti di terreno comune, a partire dalle critiche all'amministrazione Trump. Munizioni Durissima la senatrice della California di origine indo-giamaicana, Kamala Harris, per la quale i messaggi sui social media di Trump hanno fornito "munizioni" per le recenti sparatorie ed eccidi di massa, mentre il senatore del New Jersey, Cory Booker, ha tagliato corto, definendo il presidente tycoon semplicemente come "un razzista". Al dibattito hanno partecipato i primi dieci esponenti dem in lizza sulla base dei sondaggi e della raccolta fondi, ma in corsa ci sono altri dieci concorrenti alla candidatura presidenziale, mentre quattro hanno già abbandonato la gara.

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