Israele, stallo dopo voto. No di Gantz a Netanyahu premier di governo unità

. Esteri

È ancora pareggio elettorale tra Benjamin Netanyahu e il suo rivale politico, Benny Gantz, dopo le seconde elezioni anticipate nel corso di quest'anno in Israele. Il tentativo di Netanyahu restare a galla con la proposta di un governo di unità non è stato accolto. "Non entreremo in una coalizione guidata da Netanyahu", ha detto Moshe Yaalon, esponente di punta del Partito Blu e Bianco di Gantz. Discontinuità Il tema ancora una volta è quello della discontinuità, anche rispetto a una possibile incriminazione a carico di Netanyahu per corruzione. A scrutinio praticamente ultimato il partito centrista Blu e Bianco supera per un ristretto margine di voti il Likud di Netanyahu. Entrambi i partiti perdono seggi nella nuova Knesset rispetto al voto di aprile scorso: Blu e Bianco si attesta ora 33 e il Likud a 31. Nessuna delle possibili coalizioni di centrosinistra e di destra, guidate rispettivamente dai due partiti maggiori ottiene i 61 seggi necessari per avere la maggioranza e formare un governo. Decisivo si rivela il risultato, in crescita, di Yisrael Beiteinu, il partito sionista laico-conservatore, guidato dall'ex ministro della Difesa, Avigdor Lieberman, anche lui però contrario al prolungarsi della premiership di Netanyahu. Consensi "In campagna elettorale - ha detto l'ex premier Netanyahu in un videomessaggio - ho chiesto consensi per un governo di destra, ma sfortunatamente i risultati delle elezioni mostrano che ciò non è possibile". Di qui l'offerta a Gantz, il quale non ha però nascosto la su aspirazione a diventare primo ministro e in ogni caso ha chiarito: "Per creare un governo unitario non devi iniziare proponendo veti, ma proporti con onestà, patriottismo, responsabilità e serietà. Intendo formare un governo di unità ampio e liberale, che trasmetta la volontà della gente". Netanyahu ha ribadito la sua proposta di un "governo di ampia unità", chiedendo a Gantz un faccia a faccia urgente. Nel nuovo Parlamento, dopo Blu e Bianco e Likud, al terzo posto si colloca la lista di alleanza tra i partiti arabo-israeliani, Joint List (13 seggi); seguita dal partito ultra-ortodosso già alleato di Netanyahu, Shas (9), e poi dall'ago della bilancia Yisrael Beiteinu (8). Avigdor Lieberman ha chiesto un governo di unità "liberale" assieme a Blu e Bianco e Likud, escludendo una coalizione con Netanyahu e i partiti religiosi, anche per la disputa di lunga data sulla non esenzione degli ultraortodossi dal servizio militare. Alla Knesset entrano anche l'altra formazione di destra religiosa UTJ (8 seggi), l'alleanza di destra Yamina (7), e poi l'alleanza promossa dai laburisti (6) e l'alleanza di sinistra, Democratic Union (5). 'Staffetta' Qualche osservatore ha evocato i governi della 'staffetta' negli anni '80 tra il laburista Shimon Peres e il conservatore Yitzhak Shamir, resta il fatto che si prevedono intense settimane di trattative politiche per scongiurare una terza convocazione di elezioni. Appena i risultati saranno definitivi, il presidente, Reuven Rivlin, affiderà l'incarico per la formazione del governo, intanto ha espresso l'intenzione di ascoltare i rappresentanti di tutti i partiti presenti alla Knesset per un primo giro d'orizzonte. Il futuro candidato premier avrà 28 giorni, con una possibile proroga di due settimane, per individuare la nuova coalizione di governo e per definire la composizione dell'esecutivo.
(foto di Kristoffer Trolle)

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