Amicizia Angola-Italia nel ricordo a Roma di Agostinho Neto

. Esteri

L'Italia è stato il primo paese occidentale a riconoscere l'indipendenza dell'Angola, il 18 febbraio 1976 a pochi mesi dalla fine della lotta di liberazione dal dominio coloniale del Portogallo. Collaborazione Un rapporto di lunga durata, rafforzato negli anni da una significativa collaborazione economica, che assegna oggi a Luanda il ruolo di terzo partner commerciale dell'Italia tra i paesi dell'Africa subsahariana. La comunità angolana in Italia - alla presenza della neo-ambasciatrice a Roma, Maria de Fátima Jardim, e del suo collega Paulino Domingos Baptista, che guida la rappresentanza presso la Santa Sede - ha ricordato con un'iniziativa al Museo delle civiltà la "Giornata del Fondatore della Patria e dell'Eroe Nazionale": António Agostinho Neto, leader della lotta armata di liberazione, padre dell'indipendenza, primo presidente della Repubblica e poeta. Guerra fredda Dopo la proclamazione dell'indipendenza l'11 novembre 1975, l'Angola si ritrovò fronte di prima linea della "guerra fredda" nel Continente africano. Fu teatro di una sanguinosa guerra civile durata oltre 25 anni, che causò più di 500 mila morti, milioni di sfollati e la vera e propria devastazione dell'economia del paese e delle sue infrastrutture. Solo da poco per esempio è ripartita la produzione agricola, praticamente azzerata delle mine disseminate in tutto il paese, che hanno reso ardui per anni anche i trasporti stradali e ferroviari. Dalla fine delle ostilità nel 2002, tutti gli appuntamenti elettorali hanno confermato alla guida del paese il MPLA, Movimento Popolare di Liberazione dell'Angola, partito fondato da Neto e che oggi esprime il 65enne presidente João Lourenço, succeduto con un pacifico cambio della guardia allo storico capo dello Stato, José Eduardo dos Santos, al potere per 38 anni. Cardini della presidenza di Lourenço "il riscatto morale ed etico" e la diversificazione dell'economia dalla dipendenza dal petrolio. Ambasciatrice Pur in presenza ancora di forti contraddizioni, l'Angola può vantare una stabilità non comune in Africa, che ha anche favorito il ruolo di pace svolto da Luanda nel Continente. Pace, stabilità, solidarietà ha ricordato l'ambasciatrice Jardim, sono tra le componenti decisive per materializzare lo slogan che caratterizzò l'impegno politico di Neto: "La cosa principale è risolvere i problemi del popolo". Problemi attuali come quello delle migrazioni, che vedono l'Angola come paese non tanto di emigrazione verso l'Europa, ma meta per migliaia di profughi in fuga dai conflitti e, in particolare, dalla confinante Repubblica Democratica del Congo. Decisivo resta l'impegno a dare risposte sostenibili a questioni enormi ancora non risolte: la fame (pesantissime sono le conseguenze di una grave siccità nel sud dell’Angola), l'analfabetismo, le disuguaglianze sociali, la disoccupazione. E tutto ciò vede, come ha ricordato l'ambasciatrice, un impegno preciso assunto dal governo di Luanda nel segno di "correggere tutto ciò che non va e di migliorare ciò che già va bene". Bastos Riconoscimenti sono andati a diversi angolani residenti in Italia, che si sono distinti per il loro impegno in vari campi, tra questi il calciatore Bartolomeu Jacinto Quissanga, meglio noto come Bastos, difensore della Lazio e della nazionale angolana.

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