Austria: Kurz ok, destra populista ko. Volano i Verdi, possibile governo con Popolari

. Esteri

I Popolari (ÖVP) dell'ex cancelliere, Sebastian Kurz, primo partito in decisa ascesa in Austria. A loro va la vittoria nelle elezioni legislative anticipate dopo il cosiddetto Ibizagate, lo scandalo che ha travolto l'ex vice-cancelliere e leader dell'estrema destra populista FPÖ, Heinz-Christian Strache. Ibizagate Un filmato, girato di nascosto nell'isola delle Baleari, lo ritraeva intento a offrire alla presunta nipote di un oligarca russo contratti pubblici in cambio finanziamenti per il suo partito. Un caso con molte similitudini con il Russiagate, che ha messo sotto assedio Matteo Salvini e vede indagato per corruzione internazionale il leghista, Gianluca Savoini. Strache dovette dimettersi, rompendo l'alleanza con l'ÖVP di Kurz che governava il paese. Nel maggio scorso il presidente austriaco, Alexander Van der Bellen, aveva promosso un governo di transizione guidato da Brigitte Bierlein, prima donna cancelliere nella storia dell'Austria. Proiezioni In leggero calo la partecipazione al voto, la percentuale comunque si attesta su di un significativo 76,6%, rispetto all'80% delle politiche del 2017. Le proiezioni danno l'ÖVP al 37.1% (+5.6) e FPÖ al 16.0% (-10.0). In discesa, con il peggior risultato di sempre i socialdemocratici SPÖ al 21.8% (-5.1), mentre volano al 14.0% (+10.2) i Verdi, che tornano così a sedere nel Nationalrat (Consiglio nazionale), il Parlamento di Vienna. Bene anche il liberaldemocratici europeisti di NEOS, 7.8% (+2.5), mentre non superano la soglia di sbarramento del 4% gli ambientalisti di estrema sinistra di JETZT, fermi al 2.0%. Ora il confronto politico si sposta sulla formazione della coalizione di governo, che dovrà avere la maggioranza dei 183 seggi del Nationalrat. Pectore "Il nostro obiettivo è che non ci sia una maggioranza contro di noi", aveva detto uno scaramantico Kurz subito dopo aver votato, ma aveva subito aggiunto: "Siamo ottimisti, saremo al primo posto". Il cancelliere in pectore, 33 anni - con il suo probabile ritorno sarà nuovamente il più giovane capo di governo al mondo - non ha escluso in campagna elettorale un nuovo accordo di centrodestra con FPÖ, ma neppure ipotesi di alleanze con altri partiti come Verdi e liberaldemocratici. Praticamente impossibile, invece, l'ipotesi di un ritorno alla Grosse Koalition con i socialdemocratici, che dal dopoguerra aveva visto i due partiti al potere per un totale di 44 anni. Fu proprio Kurz, appena diventato leader dei Popolari, a decidere la rottura con SPÖ nel 2017. Clima Se due anni fa l'immigrazione e la cosiddetta minaccia musulmana erano state le questioni al centro della campagna elettorale, questa volta la preoccupazione più forte degli austriaci sono stati i cambiamenti climatici, senza trascurare la lotta alla corruzione, nuove norme per il finanziamento dei partiti e tutte le tematiche legate al welfare. Negoziati Il leader dei Verdi Werner Kogler, 57 anni, ha parlato di "seri colloqui esplorativi" con i Popolari di Kurz, ma ha scandito di fronte ai militanti in festa: "Abbiamo la nostra missione: rendere l'Austria numero uno in termini di clima e conservazione della natura, combattere la povertà infantile e fare un grande passo verso la liberazione dalla corruzione. D'ora in avanti cercheremo di essere la punta di diamante in Europa per un mondo più giusto ed ecologico". Secondo molti osservatori si prepara una lunga fase di negoziati.

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