Iniziato l'attacco della Turchia ai Curdi. E l'Isis ringrazia...

. Esteri

E' partita l'operazione militare della Turchia contro le forze curde nel nord-est della Siria. Lo ha annunciato su Twitter lo stesso presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Raid aerei turchi sono stati già segnalati, secondo fonti curde, anche su obiettivi civili come a Ras al-Ayn. Nelle dichiarate intenzioni di Erdogan l'intervento turco denominato paradossalmente "Primavera di pace" è volto a neutralizzare i "terroristi" che operano nel nord-est della Siria - in sostanza i soldati dell'Ypg e il Pkk curdo - e creare una zona di sicurezza al confine turco-siriano per far rientrare nel loro paese i profughi fuggiti dalla Siria e riparati in Turchia dall'inizio della guerra civile nel paese guidato dal dittatore Assad. La mossa di Erdogan, forse anche al di là delle intenzioni, costituisce però un oggettivo sostegno alle aspirazioni di 'rinascita' dell'Isis. I fanatici combattenti del cosiddetto stato islamico sono stati infatti sconfitti dalla coalizione internazionale a guida americana ma sul campo è toccato ai curdo-siriani dell'Ypg combattere e vincere contro i militanti dell'Isis che ora stanno rialzando la testa come dimostrano alcuni attentati a postazioni curde avvenute oggi nell'ex-capitale del sedicente stato islamico, Raqqa, e rivendicate dai seguaci di Abu Bakr al Baghdadi. Mentre le autorità curdo-siriane hanno annunciato una mobilitazione e un'allerta generale in tutto il Nord-Est siriano per difendersi dalle "minacce dell'esercito turco e dei suoi mercenari di attaccare la regione frontaliera siriana nord-orientale", le cancellerie mondiali si stanno mobilitando per indurre Erdogan a sospendere le operazioni militari contro i Curdi nel nord-est della Siria. In attesa del pronunciamento di Trump, dopo la confusione (ma è un eufemismo..) creata dai suoi ultimi tweet proprio sulla situazione militare al confine tra Turchia e Siria, si è mosso anche Putin che ha invitato il presidente turco a non compromettere gli sforzi di pace in atto per risolvere la crisi siriana. L'Ue ha sollecitato Erdogan alla ragionevolezza. Giuseppe Conte per l'Itaia si è detto preoccupato che vengano assunte "iniziative che possano portare ad una ulteriore destabilizzazione della Regione". Gli ha fatto eco il ministro degli Esteri Di maio: "Azioni unilaterali rischiano solo di pregiudicare i risultati raggiunti nella lotta contro la minaccia terroristica, a cui l'Italia ha dato un significativo contributo nell'ambito della Coalizione anti-Daesh, e destabilizzare la situazione sul terreno". 

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