Erdogan non si ferma. Già 100.000 sfollati. Conte, "Ricatto inaccettabile"

. Esteri

Erdogan non si ferma malgrado l'invito di Trump e le preoccupazioni espresse da Putin sul risveglio dell'Isis. il Sultano sta facendo orecchie da mercante alle pressioni, per la verità tardive, della Casa Bianca, e a quelle del Cremlino e dell'Unione europea. Bruxelles sta valutando l'ipotesi di sanzioni cui Erdogan però si è già detto pronto a rispondere con l'arma dei rifugiati siriani in Turchia, oltre tre milioni, che verrebbero lasciati liberi di tentare di raggiungere i paesi del vecchio continente. Un ricatto bello e buono definito "inaccettabile" da Giuseppe Conte e Luigi Di Maio e da altri leader europei. L'offensiva turca contro i Curdi nel nord-est della Siria, l'operazione battezzata "Sorgente di pace", è giunta al terzo giorno e le forze speciali dell'esercito turco sono penetrate per 8 chilometri oltre il confine con la Siria uccidendo - fonti di Ankara - "350 terroristi". La resistenza curda però è attiva e avrebbe già procurato la morte di quattro soldati turchi. I bombardamenti dell'esercito turco contro le città di confine nel nord-est della Siria stanno provocando, come era prevedibile, un esodo in massa della popolazione curda: già 100.000 gli sfollati secondo stime dell'Onu mentre le organizzazioni umanitarie stanno smobilitando. Alcune decine le vittime civili secondo fonti curde. In questo drammatico quadro le notizie preoccupanti sul 'risveglio' del sedicente stato islamico: alcuni combattenti del Califfato, sembra cinque, sarebbero fuggiti da un carcere, colpito dall'artiglieria turca, dove era tenuti prigionieri dai curdi. C'è il rischio che altri seguaci dell'Isis - sono alcune migliaia i combattenti fondamentalisti nelle mani dei curdi - seguano il loro esempio. Un attentato con autobomba in una città curda al confine con la Turchia è stato subito rivendicato dal Califfato che sta rialzando la testa dopo essere stato sconfitto sul campo proprio dai peshmerga curdi. 

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