Svolta in Siria: Assad in aiuto dei Curdi. L'Ue "Basta armi a Erdogan"

. Esteri

Mentre l'Europa alla fine decide lo stop ("individuale") alla vendita di armi alla Turchia sollecitata a fermare subito le operazioni militari nel nord della Siria e il presidente Usa Trump invita i paesi del Vecchio continente a "riprendersi" i foreign fighters dell'Isis prigionieri dei Curdi prima che a migliaia fuggano dalle prigioni dove sono finiti dopo la sconfitta del sedicente stato islamico, sul campo si assiste ad una svolta: l'inedita alleanza tra le milizie curde e l'esercito di Bashar al Assad. Un'alleanza nata e decisa nelle ultime ore con la mediazione di Mosca, sponsor del regime di Damasco e preoccupata per un possibile risveglio del Califfato. Il dittatore siriano ha accolto subito l'appello lanciatogli dalla resistenza curda stretta nella morsa dei carri armati di Erdogan e delle milizie arabe che appoggiano l'esercito turco ed ha mosso le sue truppe su a Nord fino a pochi chilometri dal confine turco riprendendosi in sostanza quella porzione del territorio siriano perso sei anni fa e fino ad oggi occupato dalle popolazioni curde. Curdi e siriani vogliono difendere la città di Kobane, città simbolo della resistenza e delle vittoria dei peshmerga curdi contro Daesh, dove si stanno dirigendo le colonne dell'esercito turco penetrate ormai per qualche decina di chilometri nella Siria del Nord. Le popolazioni della zona di confine, dicono fonti di Damasco, hanno accolto con entusiasmo l'arrivo dei carri siriani: meglio Assad, devono aver pensato i curdi, del 'Sultano' di Ankara che considera li considera tout court dei terroristi. Potrà l'alleanza tra i Curdi e Assad bloccare l'avanzata turca? Difficile dire oggi se questo elemento di assoluta novità possa convincere Erdogan a fermarsi. Il presidente turco dice che "Mosca non ostacolerà l'operazione militare" ma una cosa è prendersela con i Curdi, un'altra è ingaggiare uno scontro militare con l'esercito siriano alleato di Mosca. Intanto cresce il numero dei civili uccisi nel corso dell'avanzata turca: sono ormai alcune decine. Così' come aumenta il numero degli sfollati: 200.000, secondo l'Onu. Mentre sarebbero un milione e mezzo le persone che hanno necessità di cure mediche.

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