Brexit, accordo raggiunto a Bruxelles. Ma Johnson rischia bocciatura a Westminster

. Esteri

Raggiunto in extremis, rispetto alla scadenza del 31 ottobre, un nuovo accordo sulla Brexit tra Unione europea e Regno Unito. Il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, e il premier britannico, Boris Johnson, lo hanno definito un risultato "equo". Per il varo definitivo mancano tuttavia il voto - sulla carta molto difficile - di Westminster, con il Parlamento britannico convocato per la giornata di sabato, e il via libera dei paesi Ue, con Juncker che invita il Consiglio europeo a pronunciarsi per il sì. Futuro Johnson ha chiesto al Parlamento di confermare il risultato: "È il momento di chiudere la Brexit e di lavorare per costruire il futuro ". L'intesa vede però contrari innanzitutto gli alleati nordirlandesi dei Tory e poi praticamente tutte le altre formazioni, dai laburisti a liberaldemocratici ai partiti regionalisti. Johnson punta sul blocco dei conservatori e sulla presa di posizione favorevole di gruppetti di parlamentari delle altre formazioni e, in particolare, di 23 ex parlamentari conservatori che sono attualmente indipendenti. Serve una maggioranza di 320 voti. Rissa Se il premier tiene compatti i Tory può contare su 287 e deve andare in cerca di almeno altri 23, in vista di una seduta che vari commentatori prevedono come una "rissa titanica". Al leader laburista, Jeremy Corbyn, l'accordo non piace e il sempre arrabbiato capo del Partito della Brexit, Nigel Farage, sollecita i Parlamento a respingerlo. Il risultato è quindi assolutamente incerto, all'orizzonte c'è anche una mozione di sfiducia per Johnson, che aprirebbe la strada a elezioni anticipate. Durante le battaglie parlamentari della scorsa estate, è stata poi approvata una legge che impone al primo ministro in carica di richiedere all'Ue un'ulteriore proroga al 31 gennaio 2020 in assenza di accordo e per evitare il "no deal" a fine ottobre. Backstop Rispetto all'intesa precedentemente negoziata da Theresa May e bocciata da Westminster, la novità più importante è la cancellazione del controverso "backstop", ovvero dell'accordo sulla frontiera tra le due Irlande, che per i critici "hard Brexiter" avrebbe mantenuto indefinitamente il Regno Unito in un'unione doganale con l'Ue. Il premier della Repubblica di Irlanda, Leo Varadkar, parla di un "buon accordo" che garantisce sia l'Eire sia l'Irlanda del nord. Per il resto, rimane quanto precedentemente concordato sui diritti dei cittadini Ue che vivono nel Regno Unito e di quelli britannici nella Ue. Divorzio Il principale negoziatore di parte europea, Michel Barnier, ha detto che la Gran Bretagna accetta anche di rispettare i suoi impegni finanziari per il 'divorzio', stimati almeno 40 miliardi di euro. Ci sarebbe comunque un periodo di transizione di 14 mesi fino alla fine del 2020, che potrà essere prorogato di uno o due anni. "L'accordo fornisce sicurezza laddove la Brexit crea incertezza", ha spiegato Juncker, che ha anche annunciato che "i negoziati sui futuri rapporti" Ue-Regno Unito "inizieranno subito dopo l'approvazione dell'accordo", in teoria "senza interruzione" già il prossimo 1 novembre. Ursula C'è da tenere tuttavia presente che la prevista entrata in carica della nuova Commissione, presieduta da Ursula von der Leyen, dopo la clamorosa bocciatura della candidata commissaria di Macron, Sylvie Goulard, e di altri due espressi da Romania e Ungheria, slitterà dall'inizio di novembre almeno all'1 dicembre, per consentire il voto del Parlamento europeo.
(foto da profilo Twitter Commissione Ue)

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