Erdogan smette di sparare per 120 ore

. Esteri

Le pressioni americane su Ankara, sia pur tardive, hanno prodotto un effetto sulla guerra in corso da una settimana tra l'esercito turco e i curdi nel nord-est della Siria.: il vice-presidente Usa Mike Pence ha potuto annunciare al termine della sua visita in Turchia di aver raggiunto un accordo con Erdogan in base al quale i turchi sospenderanno le operazioni militari per 120 ore per consentire l'evacuazione dei combattenti curdi al di là di quella che Ankara considera la sua 'zona di sicurezza'. Non un 'cessate il fuoco' dunque ma una semplice sospensione - una "pausa" per Erdogan - dei bombardamenti e dei raid aerei da parte dell'esercito turco per allontanare di una trentina di chilometri dal suo confine, in territorio siriano, i combattenti curdi. Bisognerà ora attendere la reazione dei curdi dell'Ypg (o dei "terroristi" come li chiama il 'Sultano' di Ankara): accetteranno di abbandonare quei 30 chilometri in territorio siriano al confine turco? E di deporre le armi? Il cessate il fuoco diverrà infatti permanente - questo l'accordo Usa-Turchia - solo quando i curdi si ritireranno dalla zona cuscinetto, la 'safe zone' e deporranno le armi. In base a questa intesa tra Trump ed Erdogan, le sanzioni americane alla Turchia per l'offensiva militare scatenata una settimana fa cesseranno quando i cessate il fuoco diventerà permanente e nell'attesa non ne verranno imposte altre. Pence ha anche fatto sapere che la visita di Erdogan alla Casa Bianca per incontrare Trump è stata confermata per il 13 novembre. Prima dell'annuncio di Pence dai luoghi dei combattimenti si era diffusa da parte curda la notizia, che non è stato possibile controllare, dell'impiego da parte dei turchi nei loro bombardamenti di fosforo e napalm. Ankara ha smentito e rigettato l'accusa sulle milizie curde dell'Ypg: sarebbero state loro ad usare armi chimiche per poi accusare la Turchia. (foto da haaretz.com)

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