Quel giorno quando il Muro venne giù... Merkel, "anche quello più alto poi cade"

. Esteri

Quel 9 novembre di 30 anni fa con il crollo del Muro a Berlino terminava la Guerra fredda. La tensione, sempre al limite del conflitto anche atomico, durata circa mezzo secolo tra le potenze vincitrici dalla Seconda Guerra mondiale, riunite nei blocchi guidati dagli Stati Uniti e dall'Unione Sovietica. Filo spinato L'Europa era divisa dalla "cortina di ferro", così come la chiamò Winston Churchill, e che proprio nel muro di 155 chilometri, con il filo spinato in cima e le torrette di guardia dei tristemente noti Vopos, che dal 1961 divse Berlino ovest da Berlino est aveva il suo concreto e tragico emblema. La parte occidentale di Berlino era una sorta di "isola" della libertà nel cuore della DDR, la Germania comunista, e iconicamente il presidente statunitense John Kennedy nella sua storica visita alla città nel 1963 affermò: "Ich bin ein Berliner". Nel corso dei decenni molti tedeschi dell'est perirono, cercando di fuggire verso il miraggio dell'Occidente. Murales Tutto cambiò in un attimo il 9 novembre 1989, dopo che il muro era stato attaccato da ovest anche a colpi di martello e completamente ricoperto di murales, quando i governanti della DDR annunciarono in una conferenza stampa la legge che assicurava libertà di viaggiare verso Occidente per tutti i cittadini dell'Est. Migliaia di persone corsero verso i valichi di frontiera nel cuore di Berlino e da entrambi i lati del Muro si festeggiò. Meno di un anno dopo, il 3 ottobre 1990, la Germania fu di nuovo unificata nella Repubblica Federale Tedesca. Gorbaciov L'evento storico della caduta del Muro fu reso possibile soprattutto da Mikhail Gorbaciov, il riformatore sovietico salito al potere nel 1985, con le parole d'ordine di "glasnost" (apertura) e "perestroika" (riforma) che ruppero la rigida dottrina Breznev, aprendo al processo di democratizzazione dei paesi satelliti dell'Urss nell'est Europa, riuniti nel Patto di Varsavia. Decisiva fu la decisione di Gorbaciov di non marciare con i carri armati, come era accaduto in passato, contro la Cecoslovacchia, l'Ungheria o la Germania orientale che chiedevano con sempre più forza riforme democratiche. Wojtyla In Polonia il forte movimento sindacale di Solidarnosc ottenne la protezione autorevole di Karol Wojtyla, diventato Papa Giovanni Paolo II, nella battaglia per rompere il monopolio del potere del Partito comunista. Nella Germania est quando le pressioni popolari costrinsero l'anziano capo comunista, Erich Honecker, a lasciare il potere, si preparò in pochi giorni la rivoluzione della libertà senza che venisse sparato un solo colpo. Alla fine del 1991 crollò anche l'Unione Sovietica. Oggi a Berlino la cancelliera Angela Merkel ha potuto affermare: "Nessun muro che separa le persone e ne limita la libertà, è mai così alto da non poter essere abbattuto". Sempre Merkel ha messo in guardia nel dare per scontata la democrazia: "I valori su cui si fonda l'Europa: libertà, democrazia, uguaglianza, stato di diritto, diritti umani sono tutt'altro che ovvi e devono essere sempre difesi e resi vitali" .

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

Aggiungi commento

Tutti i lettori possono manifestare il proprio pensiero nelle varie sezioni del sito. Ferma restando la piena libertà di ognuno di esprimere il proprio parere su fatti che possano interessare la collettività o sugli argomenti specifici da noi proposti, i commenti che risulteranno essere in contrasto con i principi esposti nel Disclaimer non verranno pubblicati.



Aggiorna