Spagna, vincono socialisti ma senza maggioranza. Spaventa l'estrema destra di Vox

. Esteri

I socialisti del Psoe - in leggero calo di seggi - sono ancora primi nella nuova tornata elettorale in Spagna, ma non hanno la maggioranza. Con la quasi totalità dei voti scrutinati, il Psoe è al 28%, largamente davanti agli avversari conservatori, in crescita, del Partito popolare al 20,8%, ma il dato allarmante - che segnala una preoccupazione in chiave oramai europea - è la crescita dell'estrema destra di Vox, che raggiunge il 15%. Destra ed estrema destra hanno insieme più voti dei socialisti, ma anche loro non raggiungono una maggioranza per governare. Urne La Spagna non ha un governo stabile dal 2015, i cittadini sono stati chiamati al voto quattro volte negli ultimi quattro anni. L'affluenza alle urne è stata intorno al 70%, in leggero calo rispetto alle ultime elezioni generali di aprile. A questo punto i socialisti avrebbero 120 dei 350 seggi del Parlamento, mentre a Vox andranno 52 seggi, più del doppio di quanti ne aveva nell'assemblea uscente. In crescita anche i popolari a 87, contro i precedenti 66. Sia i socialisti sia i popolari sono però lontani dall'avvicinarsi alla maggioranza di 176 seggi. Catalogna Il tema cruciale, che ha scatenato il risveglio dell'estrema destra nazionalista è quello della Catalogna, la regione nord orientale con capoluogo Barcellona, che rivendica l'indipendenza da Madrid. Il leader del partito Vox, Santiago Abascal. aveva promesso in campagna elettorale "soluzioni drastiche" per porre fine alla crisi catalana, inclusa la sospensione dell'autonomia della regione. I tentativi da parte del primo ministro socialista, Pedro Sanchez, di ottenere il sostegno di altri partiti di sinistra e regionalisti per formare un governo dopo il voto di aprile era andato a vuoto e anche ora restano in dubbio le basi politiche e i voti parlamentari per assicurare la nascita di un esecutivo. Stallo Insomma, una situazione bloccata, di stallo. A sinistra cala Podemos (da 42 a 35), anche se entra per la prima volta in Parlamento la formazione Más País (3 seggi) nata da una scissione del partito di Pablo Iglesias. La sinistra, ove mai si unisse al Psoe, avrebbe 158 seggi contro i 151 del blocco di destra, dove si registra il crollo clamoroso dei liberal/liberisti di Ciudadanos, passati da 57 a 10 seggi. Impossibilità quindi di una maggioranza, a meno di intese complicatissime dei socialisti con i partiti regionalisti, a partire da catalani e baschi, da sempre orientati a sostenere le velleità indipendentistiche regionali, assai difficili da digerire per tutti gli altri partiti legati alla visione dell'unità nazionale della Spagna.

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