Coronavirus: Washington denuncia, la Cina nasconde i dati. Pechino, "infamie"

. Esteri

Guerra di dati e statistiche in tempo di Coronavirus. La CIA accusa la Cina di aver scientemente sottostimato il numero di casi di Covid-19 e dei morti. Secondo un rapporto riservato dell'intelligence USA che sarebbe stato trasmesso all'amministrazione Trump, riferisce l'agenzia Bloomberg News, le cifre rese pubbliche dalle autorità di Pechino erano intenzionalmente incomplete, se non addirittura false. Trasparente Forte e immediata la risposta di Pechino, la portavoce del ministero degli Esteri, Hua Chunying, ha dichiarato che il paese è sempre stato "aperto e trasparente" sulla portata dell'epidemia e ha accusato Washington di atteggiamento "immorale", nel tentativo di dirottare l'attenzione dalle responsabilità sul drammatico sviluppo della pandemia negli Stati Uniti. Ufficialmente la Cina ha riportato 82 mila casi e 3.300 morti per Covid-19, un bilancio assai inferiore non soltanto a quello degli Usa, ma anche di paesi come Italia o Spagna. Esigui Il presidente Donald Trump, senza accreditare l'esistenza del rapporto dei servizi segreti, nel corso di un briefing alla Casa Bianca, ha sottolineato come i numeri della Cina "sembrino un po' esigui, e sono gentile quando dico questo...". Il vicepresidente americano, Mike Pence, ha detto alla CNN che le autorità cinesi sarebbero venute a conoscenza dell'epidemia a Wuhan già a dicembre, ovvero un mese prima che la notizia diventasse pubblica. Ancora più duro il senatore repubblicano del Nebraska, Ben Sasse, che ha definito i numeri forniti dalla Cina come "propaganda, spazzatura. Il Partito comunista cinese ha mentito, sta mentendo e continuerà a mentire per proteggere il regime". Insabbiamento E il deputato texano del GOP, Michael McCaul, ha parlato di "insabbiamento" e bollato Pechino come "partner inaffidabile" nella lotta contro il Covid-19. Da Pechino si risponde con determinazione: "Abbiamo fornito aggiornamenti aperti, trasparenti e tempestivi - ha sottolineato Hua Chunying - e a giudicare devono essere gli esperti dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), piuttosto che politici noti bugiardi abituali". In una conferenza stampa a Ginevra il direttore generale dell'OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, aveva sottolineato la positività del modello cinese di risposta alla pandemia e la "trasparenza" di Pechino. Pressione Secondo Hua Chunying: "Le forti misure adottate dal governo cinese hanno assicurato nella massima misura possibile la vita, la sicurezza e la salute del popolo cinese e hanno guadagnato tempo prezioso per arginare la diffusione globale del virus. Comprendiamo che gli Stati Uniti stiano affrontando difficoltà e che alcuni funzionari siano sotto pressione, ma siamo profondamente vicini al popolo americano e vorremmo fornire aiuto agli Stati Uniti nella lotta contro la pandemia. Calunniare e incolpare altri non può compensare il tempo perso e le bugie non fanno altro che far perdere ulteriore tempo e portare a nuove vittime. È disumano continuare a politicizzare il problema della salute pubblica".

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