Impasse Ue, nessun accordo tra i leader sul dopo Juncker

. Esteri

È impasse europea. Nulla di fatto al vertice-maratona dei leader Ue a Bruxelles, riconvocato per domani alle 11. Di fatto è saltato - per l'opposizione di 11 paesi, guidata dal gruppo di Visegrad e dall'Italia, ma che ha visto anche una vera e propria una rivolta contro Angela Merkel nel Partito popolare europeo - il consenso sul socialista olandese, Frans Timmermans, nel ruolo di presidente della Commissione europea al posto dell'uscente, Jean-Claude Juncker. Schema Osaka Nel precedente vertice del 20 giugno si era preso atto del veto di Macron rispetto alla tradizionale pratica dello "Spitzenkandidat", ovvero l'attribuzione dell'incarico al candidato della formazione che ha ottenuto più voti alle elezioni europee, in questo caso il tedesco del Ppe, Manfred Weber. A margine dell'ultimo summit del G20, la cancelliera tedesca sembrava aver trovato la quadra con il cosiddetto 'schema Osaka', un pacchetto di nomine che prevedeva con Timmermans, la  bulgara del Ppe Kristalina Georgieva come presidente del Consiglio europeo al posto di Tusk; il premier belga Charles Michel, vicino a Macron, come Alto rappresentante per gli Affari Esteri; e Weber alla presidenza del Parlamento. Sfinimento Con oltre di 18 ore di colloqui è stato battuto ogni record di durata, compreso quello del luglio 2015 quando in ballo c'era l'uscita della Grecia dall'euro. Il polacco Tusk, cui spetta il compito di mediatore, non è riuscito nell'intento di prendere i leader europei per sfinimento, costringendoli a stringere un accordo. Il parere negativo di vari paesi dell'ex est europeo è parso essere legato al ruolo avuto in questi ultimi 5 anni di Timmermans, nella sua qualità di vice di Juncker, come vero e proprio cane da guardia rispetto ai processi in chiave neo-autoritaria e della sospensione dello stato di diritto, specie sul tema dell’indipendenza della magistratura, in realtà come Polonia e Ungheria. Metodo Per l'Italia il premier, Giuseppe Conte, ha fatto proprio - con parole più formali - il giudizio negativo espresso da Matteo Salvini: ""L'Italia non può accettare un pacchetto precostituito nato altrove. L'Italia non è contro Timmermans, persona di valore e grande esperienza, ma contro il metodo". Quanto alla rivolta nel Ppe, tra i capofila si sono visti l'irlandese Varadkar, il bulgaro Borisov e il lettone Karins: "La stragrande maggioranza dei primi ministri del Ppe - ha chiarito Varadkar -  non crede che dovremmo rinunciare alla presidenza con tanta facilità e senza combattere". Il candidato a presidente della Commissione europea che verrà individuato dal Consiglio europeo, dovrà poi essere votato a maggioranza dei suoi membri dal Parlamento europeo. Nell'eventualità di una bocciatura la palla tornerebbe al Consiglio, con il compito di indicare  un nuovo candidato entro un mese.

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