Brexit, se Johnson sceglie 'no deal' subito stop libera circolazione

. Esteri

Boris Johnson fa la mossa di trattare con Bruxelles, ma l'ipotesi di una Brexit 'no deal' il prossimo 31 ottobre sembra farsi sempre più concreta. In una lettera di quattro pagine al presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, il neo premier britannico afferma di voler "agire rapidamente" in direzione di un nuovo accordo per il quale a suo avviso un "terreno comune" già ci sarebbe, ma poi gela il suo interlocutore con la netta bocciatura del cosiddetto "backstop", ovvero il meccanismo pensato per evitare un confine rigido tra l'Irlanda del Nord e la Repubblica di Irlanda, che se attuato, vedrebbe Belfast rimanere di fatto allineata ad alcune regole doganali dell'Ue. Sovranità Tutto ciò, secondo è "antidemocratico e in contrasto con la sovranità" del Regno Unito proponendo "soluzioni alternative, flessibili e creative", basate sulla tecnologia, per evitare un confine rigido tra le Irlande. Johnson fa sfoggio di ottimismo e dice: "Sono fiducioso che il Parlamento sarebbe in grado di agire rapidamente se fossimo in grado di raggiungere un accordo soddisfacente che non contenesse il backstop". In realtà le cose non sembrano tanto semplici e prima di lui Theresa May venne bocciata per tre volte da Westminster e ancora oggi profonde lacerazioni attraversano gli schieramenti politici britannici, con il rincorrersi di voci di possibili maggioranze trasversali. Tra i conservatori ci sono vari critici di Johnson sul fronte moderato e il laburista, Jeremy Corbyn, pur tra varie contraddizioni sembra voler scongiurare l'eventualità di una hard Brexit. Incubo Johnson, che in settimana incontrerà Angela Merkel ed Emmanuel Macron, però tira dritto definisce i suoi avversari come "disfattisti" e punta sull'asso del gioco di sponda con Donald Trump. Con il no deal si prospetterebbe tuttavia uno scenario potenzialmente da incubo: il Sunday Times ha reso noto un report del governo inglese denominato "Operazione Yellowhammer" in cui si prevede scarsità di farmaci, cibo e carburante, oltre all'inevitabile caos alle dogane. Una vera mazzata sarebbero poi le nuove norme che interesseranno gli oltre 3 milioni di cittadini dell'UE che si trovano nel Regno Unito. Per Downing Street la libera circolazione come esiste adesso finirà il 31 ottobre e Johnson avrebbe in mente la costruzione di un sistema sul modello di quello in vigore in Australia. Status Ai cittadini Ue potrebbe essere accordato uno status particolare, che garantirebbe loro di poter continuare a lavorare o studiare nel Regno Unito, previa  la compilazione di una apposita domanda. I cittadini Ue potranno in ogni caso viaggiare in Gran Bretagna per vacanze e brevi viaggi, con un limite di tempo che potrebbe essere fissato in tre mesi.

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