Renzi con i suoi 30 lascia il Pd per una "casa nuova". Ma rassicura Conte

. Politica

Matteo Renzi ha deciso: lascia il Pd, partito che - dice - manca di visione per il futuro, e con lo "zaino in spalla" marcia deciso verso una "nuova casa", cioè una nuova formazione politica che nascerà già in questa settimana con la formazione di nuovi gruppi parlamentari. La decisione non dovrebbe terremotare il governo Conte, almeno stando alle assicurazioni che lo stesso Renzi ha dato ieri al premier in una telefonata anticipatrice. In quella telefonata, su Facebook e in un'intervista a Repubblica  - e lo stesso farà stasera da Vespa - l'ex-premier e ex-segretario del Pd ha confermato quello di cui si parlava da tempo: lascia i dem stanco dei "sette anni di fuoco amico" e fonda un nuovo partito che parte, per ora, da una consistenza parlamentare di una trentina di renziani, venti alla Camera in grado di formare un nuovo gruppo e una decina al Senato che confluirannno per ora nel gruppo Misto a meno che il socialista Nencini, aderendo alla nuova formazione, non presti a Renzi il suo simbolo presentato alle ultime elezioni. Oltre ai 30 parlamentari che lo seguiranno ce ne sono altri in stand by, forse anche dalle fila di Fi. E tra questi è possibile annoverare anche diversi renziani della prima ora - come Guerini, Delrio o Lotti o i sindaci Nardella e Ricci- che al momento sembrano orientati a non partecipare alla nuova avventura dell'ex-premier. Immediate le reazioni dal Pd e dall'opposizione. "Un grave errore" ha detto il segretario dem Zingaretti "ma bisogna guardare avanti". "Un grosso problema" ha commentato Franceschini. Si è tenuto largo il capo politico dei Cinquestelle: "Roba interna al Pd, noi non ce ne occupiamo" ha detto Luigi Di Maio. Ma il M5s se ne dovrà occupare se non altro in funzione della tenuta del governo giallorosso che in teoria - ne è convinto Conte - non dovrebbe subire ripercussioni dalla decisione di Renzi ma molti osservatori ricordano quell'"Enrico stai sereno" pronunciato da Renzi all'indirizzo dell'allora premier Letta (riferendosi alla golden share sulla sopravvivenza dell'esecutivo oggi in mano allo 'scissionista' toscano...). Tagliente Salvini: "Renzi? Fa un partito nuovo per fare la guerra a Salvini, che pena!. Su facebook Renzi ha spiegato la genesi della sua decisione: "Ho deciso di lasciare il Pd e di costruire insieme ad altri una Casa nuova per fare politica in modo diverso. Dopo sette anni di fuoco amico penso si debba prendere atto che i nostri valori, le nostre idee, i nostri sogni non possono essere tutti i giorni oggetto di litigi interni. La vittoria che abbiamo ottenuto in Parlamento contro il populismo e Salvini è stata importante per salvare l’Italia, ma non basta. Adesso si tratta di costruire una Casa giovane...". Renzi sostiene poi di voler passare i prossimi mesi "a combattere Salvini non a difendersi dal fuoco amico". Quanto alle prossime tappe della "casa nuova", alla Leopolda tra un mese sarà presentato il simbolo. Il primo impegno elettorale? "Le politiche, sperando che siano nel 2023, e le Europee 2024".

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