Passa il 'taglio', vota sì anche il Pd. Esultano i grillini, applausi ironici della Lega

. Politica

Alla fine, poco dopo le 5 della sera, tra l'esultanza del premier e dei grillini, il taglio dei parlamentari lo hanno votato tutti (o quasi: solo +Europa ha detto no insieme ad alcuni deputati del Misto come Sgarbi che ha parlato di "stupro" del Parlamento). A stragrande maggioranza è passata così la riforma costituzionale - un altro provvedimento bandiera per il M5s - che riduce da 630 a 400 il numero dei deputati e da 315 a 200 quello dei senatori. Un taglio secco di 345 onorevoli che ha indotto il M5s - suo il caloroso applauso alla lettura del risultato - e il presidente del Consiglio a parlare all'unisono e senza mezzi termini di "giornata storica". Il conto finale della quarta e ultima votazione a Montecitorio è stato di 553 sì, 14 no e 2 astenuti. A favore si è espressa la maggioranza ( il M5s, un tiepido Pd, Leu e Italia Viva che però ha già annunciato che raccoglierà le firme per il referendum previsto dalla Carta) ma anche l'opposizione (la Lega, polemico e ironico il suo applauso quando il Pd ha annunciato il suo sì alla riforma, Fdi e alla fine anche gli azzurri di Fi). In aula sui banchi del governo il premier Conte e il ministro degli Esteri e capo politico dei Cinquestelle Luigi Di Maio. In aula anche Franceschini, capodelegazione Pd al governo (nelle tre precedenti votazioni sul ddl il Pd aveva sempre votato contro). "Una riforma che incide sui costi della politica e rende più efficiente il funzionamento delle Camere. Un passo concreto per riformare le nostre Istituzioni. Per l'Italia è una giornata storica" ha twittato Conte. "Una riforma storica, una grandissima vittoria dei cittadini italiani" ha commentato Di Maio. Zingaretti ha cercato di spiegare il sì dei dem alla riforma con l'impegno a tener fede al programma di governo e con le "garanzie" ottenute, garanzie che prima non c'erano. "La riduzione dei parlamentari è una riforma che il centrosinistra e il Pd portano avanti in forme diverse da 20 anni. Oggi abbiamo deciso di votarla - ha scritto su Facebook -tenendo fede al primo impegno del programma di Governo e anche perché abbiamo ottenuto, così come da noi richiesto, che si inserisca dentro un quadro di garanzie istituzionali e costituzionali che prima non c'erano. Ecco il motivo del nostro sì, rispetto al no che avevamo dato qualche mese fa. Ora andiamo avanti per migliorare la vita degli italiani".

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