L'ultima di Grillo (settantenne); "Se togliessimo il voto agli anziani?". Salvini "Da ricovero"

. Politica

L'ultima idea (pazza?) di Beppe Grillo: togliere il diritto di voto agli anziani. Un'idea bocciata subito da Matteo Salvini ("A me sembra da ricovero" e poi con riferimento proprio a Grillo "magari lo togliamo a chi è stato condannato in via definitiva. Poi cosa facciamo? Sterminiamoli, cancelliamoli, mamma che volgarità, che schiifo"). Un'idea che ha registrato anche un commento ironico del premier Conte ("Faremo un sondaggio...") ma destinata comunque a far discutere inserendosi nell'attuale dibattito sull'abbassamento dell'età per il voto. Il comico genovese, settantenne, co-fondatore e Garante del Movimento 5 stelle,  ha gettato il sasso nello stagno dal suo blog partendo da un articolo pubblicato su New Republic nel 1970 da D.J. Stewart sostenitore della tesi che "ci sono semplicemente troppi elettori anziani e il loro numero sta crescendo: il voto non dovrebbe essere un privilegio perpetuo...". Grillo approfondisce il concetto e in risposta alla domanda su cosa dovrebbero fare le democrazie quando gli interessi degli anziani sembrano essere in contrasto con gli interessi delle giovani generazioni cita la proposta del filosofo ed economista belga Philippe Van Parijs: eliminare il diritto di voto ad una certa età (i soliti 65 anni, soglia superata oggi in Italia da 13 milioni e mezzo di persone, o i più attuali 75? ndr) per una democrazia più efficace quale garanzia di giustizia sociale. L'idea di togliere il diritto di voto agli anziani, che Grillo sembra far propria, nasce dal presupposto che una volta raggiunta una certa età, i cittadini saranno meno preoccupati del futuro sociale, politico ed economico, rispetto alle generazioni più giovani, e molto meno propensi a sopportare le conseguenze a lungo termine delle decisioni politiche. In tal caso, i loro voti dovrebbero essere eliminati del tutto, per garantire che il futuro sia modellato da coloro che hanno un reale interesse nel vedere realizzato il proprio disegno sociale. Gli elettori sono, in larga misura, guidati dal proprio interesse personale, e l’affluenza relativamente bassa degli elettori più giovani può essere in parte causata dal sentirsi alienati da un sistema politico gestito da persone che non considerano della loro stessa natura. Insomma, se un 15enne non può prendere una decisione per il proprio futuro, perchè può farlo chi questo futuro non lo vedrà?
Ma privare il diritto al voto dei cittadini più anziani non sarebbe discriminatorio? No, sostiene Grillo, non sarebbe una discriminazione fondata sull'età perchè affinché vi sia discriminazione vi deve essere un trattamento diverso tra due o più gruppi/identità basato su alcune caratteristiche arbitrarie. In questo caso, le politiche differenziate per età non dividono la popolazione in due o più gruppi, poiché  tutti, alla fine, diventiamo anziani. Quindi non c’è ingiustizia... Anche Giorgia Meloni ha voluto commentare l'idea di Grillo e si è appellata al Quirinale: "Grillo - ha detto - non è un cittadino qualsiasi ma è il capo del partito di maggioranza relativa e il principale azionista del governo. Non è tollerabile liquidare la sua proposta come il delirio di un folle o la battuta di un comico, siamo davanti ad una posizione politica e come tale deve essere valutata".


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