Destra, l'adunata di San Giovanni con Salvini per riconquistare il Palazzo

. Politica

Adunata della destra di opposizione a piazza san Giovanni, gli organizzatori forniscono l'ormai immancabile "200 mila presenti". Di sicuro c'erano inquadrati ma senza "tartaruga", sostituita per l'occasione da più tranquillizzanti tricolori, i nostalgici del "sabato fascista" di CasaPound. Su tutti l'ex ministro dell'Interno, Matteo Salvini, deciso a vedersi confermato nel ruolo di capo della destra, attorniato da un inossidabile Berlusconi e da una Giorgia Meloni, sempre un po' gelosetta del successo del leader leghista, su parole d'ordine che considera sue. Vincere "Vinciamo in tutte e nove" le prossime regionali - ha scandito il 'Capitano' - allontanando un po' nel tempo la rivincita - e li mandiamo a casa. E al governo ci torna chi ha dimostrato di sapere governare. Questa non è una piazza di estremisti, ma di italiani orgogliosi di essere italiani. Popolo contro élite, piazza contro Palazzo". E dalla piazza scatta il: "A casa, a casa!". Partono poi i cavalli di battaglia. L'immigrazione: "C'è chi dice che chi vota Lega non è un cristiano", ma è chi al governo "permette le partenze" che "si genuflette" e "ha le mani sporche di sangue". E le tasse: "L'unico modo per combattere l'evasione non è lo stato di polizia, ma abbassare le tasse agli italiani. Altri sistemi non ci sono". Muri Piazza san Giovanni è evocativa per Giorgia Meloni: "Una volta era il loro simbolo, dove prima c’erano le bandiere rosse adesso sventolano quelle tricolori, è un segnale cari compagni che siete stati sconfitti dalla storia. Chiedo a Matteo e a Silvio di dire mai con il Pd, mai con i Cinque Stelle; due facce della stessa medaglia. Questa è la mia firma su di un patto anti-inciucio, chiedo che la mettiate anche voi”. E sui migranti: "Se servono i muri, si costruiscono i muri. Se servono i blocchi navali, si fanno i blocchi". Insulti Berlusconi non fa neppure finta di inventare qualcosa di nuovo e si mantiene sul classico: "L'Italia non vuole essere governata dai comunisti. Siamo qui per dire no al governo delle tasse, delle manette, della burocrazia, del giustizialismo. Siamo qui per mandare a casa un governo non eletto dagli italiani". Immancabili gli insulti e le urla contro Gad Lerner, al lvoro in piazza: "Buffone, vai via" e i 'vaffa' liberatori contro il maestro dell'invettiva politica, Beppe Grillo, quando dal palco viene citato il suo nome.

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