L'ira di Conte per il 'fuoco amico' di grillini e renziani, "Chi non fa squadra è fuori"

. Politica

Preso tra due fuochi il premier Conte è sbottato e rivolto a grillini e renziani, quelli che stanno facendo più le bizze sulla manovra appena approvata, ha detto chiaro e tondo che "bisogna fare squadra" e "chi non la pensa così - ha aggiunto - è fuori". Parole dure che danno il segno di una pazienza giunta quasi al limite: ma come si fa - si chiede il premier - a voler rimettere in discussione i pilastri della manovra a pochi giorni dalla sua approvazione? Quale disegno c'è dietro gli ultimatum che gli sono stati rivolti dai Cinquestelle e da Renzi (anche se nessuno dei due soggetti ammette di aver avanzato aut-aut)? Il capo del governo, oggi a Perugia - dopo tutto si vota a fine mese - ha preso il toro per le corna ed ha messo i puntini sulle 'i', con insolita durezza verso gli autori del 'fuoco amico" da sentire il bisogno poi di precisare di non aver fatto riferimento "a singoli politici o forze politiche". "Ha fatto un discorso più generale, nella convinzione che un governo ha bisogno di unità e coesione per lavorare e lavorare bene" ha fatto filtrare palazzo Chigi. "La manovra è stata approvata, salvo intese tecniche, vuol dire che si possono fare approfondimenti tecnici. La manovra è stata deliberata, approvata da ministri di tutte le forze politiche, anche del M5S" aveva detto a Eurochocolate il premier spiegando che il suo governo è orientato ad abbassare la pressione fiscale complessiva e che "se qualcuno pensa che stiamo qui ad aumentare le tasse si sta sbagliando. Il piano anti-evasione non può essere né smantellato né toccato. Io ho iniziato con il M5S che gridava "onestà onestà" e tutte le forze politiche non devono tirarsi indietro". Conte non ci sta a passare per quello che mette le tasse e se la prende con le partite Iva e assicura che l'aliquota al 15% per i redditi fino a 65.000 euro non si toglie "anzi, dopo la messa in campo del piano anti-evasione il mio obiettivo è abbassarla anche dai 66 mila ai 100.000 euro. Voi ci dovete aiutare, con un aliquota al 15% uno non ha nulla da temere". "Io non cerco voti, il mio programma è esplicito, vi può stare bene o meno. Non permettete - conclude rivolto ad un commerciante - che vi descrivano come degli evasori". Sempre da Perugia Conte ne ha anche per Salvini che da piazza san Giovanni aveva accusato il governo di avere le mani sporche di sangue sull'immigrazione: "Non si dicano stupidaggini, perché su queste cose non si scherza. Non sono accettabili speculazioni di questo tipo, Salvini fa bene a stare zitto. Chi si è preoccupato in Ue di difendere il buon nome dell'Italia dove la propaganda politica ci stava facendo male - ha concluso - è stato il sottoscritto".

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