Speranze Renzi in flop sondaggi, Si' e No, possibili scenari

. Politica

A volte una vignetta, rende di più di qualsiasi fondo di giornale. Sul Corriere Giannelli sotto il titolo: "I numeri del Lotti (Dopo Brexit e Trump)", disegna il riccioluto Lotti (sottosegretario a palazzo Chigi ed esperto nei pallottolieri) entrare a braccia alzate, con aria trionfante nella stanza del premier, seduto alla sua scrivania, gridandogli "Capo! Un'ottima notizia! I sondaggi danno vincente il No!". La speranza di Renzi e' infatti solo in un terzo flop dei sondaggi, dopo quelli della GB e degli Usa. Insomma la "bugia" di chi viene intervistato e dice appositamente una cosa per un'altra oppure la scarsa capacita' di analisi di fenomeni complessi da valutare. Ormai quello di oggi, che e' l'ultimo sondaggio ufficiale per legge (negli ultimi 15 giorni fioccheranno poi sui vari siti quelli camuffati) difficilmente subirà variazioni apprezzabili da qui al 4 dicembre, visto che il No e' ormai dato stabilmente in testa dopo l'estate. Renzi continua a battersi ammirevolmente, anche se appare abbastanza isolato nella sua sfida. Non e' che sia molto aiutato nemmeno dai suoi e chi ci prova fa anche peggio. Con la ministra Boschi, che dimostra tutta la sua inesperienza per il ruolo che ricopre, che se ne va da Vespa ed in pratica dice "Se non mi voti ti tolgo gli 80 euro che ti ho dato". Il 4 dicembre segnerà comunque uno spartiacque con due scenari molto diversi tra loro, a parte la pur decisiva partita che vedrà se l'Italia avra' o meno una nuova Costituzione. Innanzitutto si vedrà chi avrà vinto la guerra nel Pd. Se il Pd di Renzi con il Si' o il Pd di Bersani con il No. E questo molto influirà sui successivi rapporti interni e sul Congresso che si svolgerà ai primi del prossimo anno. E' questa la vera grande partita politica che si giocherà tra 15 giorni. Se Renzi effettivamente, come sembra, dovesse perdere, Bersani ne uscirà se non da trionfatore certamente trionfante.  Lo scenario più semplice e con meno variabili e' se vince il Si', nell'altro caso le variabili sono talmente tante che sanno in molti a toppare nelle loro previsioni. Con Il Si', Renzi si rafforzerebbe e al governo e nel Pd. Ne beneficerebbero anche i gregari minori, tipo Alfano e Verdini. Per  lui da segretario il Congresso sarebbe una passeggiata, in attesa della passatella del voto. Che probabilmente cercherebbe di tenere nella primavera del 2017, anticipando le urne di un anno, per capitalizzare i suoi successi e diventare il primo premier di quella Terza Repubblica da lui tenacemente voluta. Sempre probabilmente a breve ci sarebbe anche un rimpasto per dare un ulteriore spinta all'azione di governo. Se invece vincesse il No, l'unica cosa che appare certa e' che Renzi si presenterebbe al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni. E qui si aprono molte variabili, con molti giochi in campo. Innanzitutto sarebbe Mattarella a decidere. La cosa più probabile e' che inviti Renzi a rimanere al suo posto, dopo un passaggio alle Camere. Ma Renzi che farà? E' possibile che al momento neppure lui lo abbia già deciso in modo assoluto. Comunque la cosa che più gli gioverebbe sarebbe quella di lasciare il compito di traghettatore a qualcun altro e rintanarsi al Nazareno per preparare il Congresso da segretario, sperando di rivincerlo. Ma dovrebbe scendere a patti, molti patti, anche con quelli che considerava fedelissimi, per rimanere al suo posto. In questo caso Mattarella sceglierebbe uno, secondo le previsioni, tra Padoan e Franceschini per formare un governo di scopo (quello che Renzi ha già battezzato governicchio. Aggiungendo che direbbe 'No grazie'). Governo che dovrà  portare a termine la manovra economica e fare una nuova legge elettorale. Su questa si aprirà in Parlamento la vera battaglia, tra chi vuole un ritorno al proporzionale e chi solo correggere l'Italicum. Anche in questo caso tutto lascia pensare che si andrà a votare nella primavera del 2017. Ce un pero', quando si fa un governo si sa quando nasce, ma difficilmente quando finisce. Alcuni che devono navigare naufragano, altri nati per naufragare navigano. 

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