Renzi lascia, anzi no: Mattarella lo frena, dimissioni 'congelate' fino al voto sulla manovra

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Renzi si è dimesso, anzi no. Su precisa, ferma e - sembra - molto pressante richiesta del capo dello stato il presidente del Consiglio ha accettato di 'congelare' le sue dimissioni fino al varo della legge di Bilancio che dovrebbe essere approvata dal Senato in tempi rapidissimi, forse in settimana. La giornata che doveva essere segnata dalle dimissioni del capo del governo, annunciate in nottata dallo stesso Renzi dopo la sconfitta nel referendum, si è tinta di giallo nel corso delle ore e si è conclusa con un secondo incontro al Colle tra il premier e Mattarella e un comunicato che ha messo nero su bianco il 'no' di Mattarella a dimissioni immediate e la sua richiesta al premier, visto il momento, di ripresentargliele solo dopo la conclusione del percorso parlamentare delicatissimo della manovra. Già in mattinata il capo dello stato aveva sottolineato che c'erano "impegni e scadenze" da rispettare, alludendo in primis al manovra. In serata, davanti ad un premier intenzionato a rassegnare il mandato, come Renzi aveva di nuovo confermato ai suoi ministri riuniti a palazzo Chigi alle 18,30, un Mattarella più deciso a imporre la sua linea è riuscito a convincere il premier ad accettare la soluzione escogitata: risultato una nota del Quirinale che esplicita la richiesta di un rinvio, di un congelamento momentaneo delle dimissioni per arrivare al voto sulla manovra. Nota che non sarebbe stata diffusa se Mattarella non avesse già incassato il sì di Renzi. Che poco dopo, a palazzo Chigi, ha detto ai suoi ministri che avrebbe accettato la linea Mattarella per senso di responsabilità. "Il Presidente della Repubblica, considerata la necessità di completare l'iter parlamentare di approvazione della legge di bilancio onde scongiurare i rischi di esercizio provvisorio, ha chiesto al Presidente del Consiglio di soprassedere alle dimissioni per presentarle al compimento di tale adempimento" dice la nota del Colle. Mentre si svolgeva questo psicodramma politico tra palazzo Chigi e Quirinale, all'esterno cominciava il fuoco incrociato delle opposizioni contro il congelamento. La più arrabbiata Forza Italia:"Renzi deve andar via e lasciare ad un nuovo governo, sempre a guida Pd, portare a termine il percorso della legge di Bilancio. Contro anche Sinistra Italiana. Grillo ha fretta, è contro qualunque tentennamento o dilazione dopo la sconfitta politica di Renzi e batte da ieri su un unico tasto: elezioni subito, con l'Italicum, che va esteso anche al Senato.

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Il Presidente della Repubblica, considerata la necessità di completare l'iter parlamentare di approvazione della legge di bilancio onde scongiurare i rischi di esercizio provvisorio, ha chiesto al Presidente del Consiglio di soprassedere alle dimissioni per presentarle al compimento di tale adempimento": lo si legge in unanota del Quirinale al termine dell'incontro, al Quirinale, tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e Matteo Renzi.

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