Solo una "proposta indecente" potrebbe portare Berlusconi da "game over" a "socio" di governo

. Politica

La storia cominciata nel 2013, quando Silvio Berlusconi fu "cacciato" con "infamia" dal Senato della Repubblica, all'indomani della discussa ed anomala condanna definitiva per evasione fiscale, arriva ad un'altra ed inaspettata puntata. Berlusconi ha sempre pensato che dietro quella sua disavventura ci fosse la regia di Napolitano, allora presidente della pubica e del Pd, con Pietro Grasso assistente alla regia. Il commento fu affidato a Matteo Renzi, ai tempi sindaco di Firenze, ma già scalatore del Pd. "Berlusconi? Game over", furono le sue parole pronunciate davanti a Vespa a Porta a Porta. Quello che non va giù a Berlusconi e' che  ritiene sia stata fatta"carne di porco" dei diritti e delle leggi. Infatti il Cavaliere fu cacciato applicando in modo retroattivo una legge, la Severino, e con voto palese anziché segreto, in modo da evitare sorprese. Nelle aule dei tribunali italiani Berlusconi non ha trovato ascolto e per questo si e' rivolto alla Corte dei diritti i Strasburgo. Che potrebbe riabilitarlo, ma che ha ancora nel cassetto, dove giace nel dimenticatoio, la pratica su Berlusconi, in attesa del richiesto parere al governo italiano. L'ex premier era visto con diffidenza e c'era imbarazzo ad invitarlo al Quirinale. Ma la ruota gira ed ora e' atteso con trepidazione per sapere cosa dirà. E lui, per nulla al mondo, si perderebbe questa occasione (a differenza dei due Matteo e di Grillo che non saliranno al Colle), che già in un certo modo lo riabilita, almeno alla dignità politica. Una situazione quella di domani pomeriggio al Quirinale, in cui il Cavaliere e' compiaciuto di esserci ed ancora una volta da leader che entra dalla porta principale e dopo l'incontro con Mattarella si concederà ai giornalisti ed ai flash dei fotografi, nella famosa sala della vetrata. E lui sicuramente parlerà. Ma cosa si aspetta Berlusconi? Tramite i canali informali lo ha fatto capire ai suoi interlocutori, un "aiutino" per Strasburgo, nel senso di un parere favorevole da pare del governo ai giudici europei e l'apertura di un tavolo per una legge elettorale di impronta proporzionale. Questa la "proposta indecente" alla quale non potrebbe dire di no, facilitando, magari con un'astensione la nascita di un nuovo governo od il mantenimento dell'attuale, dopo un rinvio alle Camere, magari dopo un piccolo rimpasto.

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