La casa di Montecarlo che rovino' Fini ma non quando da presidente della Camera era "adulato" dalla sinistra

. Politica

La famosa casa di Montecarlo, che ha rovinato la carriera politica di Gianfranco Fini, che aveva portato il MSI ad AN, arrivando a sfiorare il 15%, ed era unanimemente riconosciuto come uno dei maggiori leader italiani, e' tornata alla ribalta delle cronache. Dopo sei anni quella che, a questo punto si puo' dire, era una verità giornalistica (fu uno scoop del Giornale), va a coincidere con quella giudiziaria. Sono stati indagati Giancarlo Tulliani e Sergio Tulliani, fratello e padre della compagna di Fini, e arrestati Amedeo Laboccetta, ex deputato di An e Francesco Corallo, imprenditore del gioco d'azzardo. Adesso la "macchina del fango", ovvero il Giornale, che al tempo fu accusato di esserla, si prende la sua rivincita. Il direttore Sallusti si toglie qualche sassolino dalla scarpa, ed in un editoriale spiega: "Altro che 'macchina del fango', la nostra inchiesta sulla casa di Montecarlo di proprietà di An, svenduta da Fini al cognato Tulliani attraverso società estere fu un gran lavoro svolto sul campo da ottimi giornalisti". Sallusti contestualizza la vicenda: "Quell'estate ci ritrovammo con tutti contro - colleghi, mezzibusti, commentatori, politici, procure - mentre giorni dopo giorno dipanavamo quell'intricata matassa. E un motivo c'era: Gianfranco Fini, allora presidente della Camera, teleguidato da Giorgio Napolitano, stava organizzando e guidando il primo blitz per fare cadere il governo Berlusconi". Ancora: "Avevano previsto tutto, rischiavano di scivolare su un imprevisto sul quale, come spesso accade nei giornali, anche noi incappammo in modo casuale, la strana vendita di una casa a Montecparlo, una pista che portava ai paradisi fiscali, l'omertà di Fini e della sua compagna. Se quello scandalo fosse stato ammesso, addio blitz, addio presidenza della Camera". Fini al tempo era "adulato" dalla sinistra che lo aveva improvvisamene sdoganato, come si diceva, sia su molti giornali, quelli che contano, sia nella vita politica. Tanto che di lui si diceva che avrebbe potuto anche guidare un prossimo governo ed alcuni lo consideravano addirittura in lizza per la presidenza della Repubblica. E Fini cadde nella doppia trappola, quella del cognato e quella della politica.  

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