Primarie Pd, Orlando ed Emiliano si giocano la chance per sfidare Renzi (oltre il 60%) al ballottaggio

. Politica

Dopo l'uffcializzazione delle candidature nel Pd, Emiliano e Orlando oltre a Renzi, c'e'un primo rilevamento su come potrebbero andare le cose il 30 aprile. Secondo un sondaggio dell'Huffington Post non ci sarà partita. Renzi appare nettamente in testa, con oltre il 60% dei consensi, seguito da Emiliano ed Orlando, quasi appaiati, il primo al 21% ed ild fecondo al 18%, buon terzo, ma fuori dal ballottaggio della settimana successiva. Insomma la sfida nella sfida e' quella tra Emiliano ed Orlando per chi disputerà la partita decisiva.  Appare abbastanza strano che Orlando, anche se al momento, sia dietro. Perché Emiliano, se Renzi e' un marziano per il pd, lui potrebbe essere un vesuviano. Mentre chi rappresenta una solida radice, quella che proviene dagli ex comunisti, e' il ministro della Giustizia, l'ultimo togliattiano, come ci scherzano gli amici. Ed infatti conta su appoggi eccellenti come Napolitano, Fassino e l'ex tesoriere della Quercia Sposetti. Oltre che sul sostegno di un altro proveniente dalla gioventù comunista, il governatore del Lazio Zingaretti. La sua presenza al ballottaggio sarebbe più consona con quella che e' la storia del Pd. E forse intuendolo Emiliano sta scatenando un putiferio che coinvolge la famiglia di Renzi per mescolare le carte a suo favore. Tra l'altro un eventuale terzo posto di Orlando sarebbe l'ultimo schiaffo del Pd alla cultura che lo ha voluto e fondato. Dopo l'addio di Bersani sarebbe davvero il colmo. Insomma le primarie sono tutte da seguire ma nonostante l'attuale sondaggio negativo alla fine dovrebbe essere proprio Orlando a disputare il derby finale e a portarsi a casa il 30% del partito, che tanto vuole dire per le prossime candidature in  vista delle elezioni. Lo stesso Renzi, anche prima di quella che ritiene "un'odiosa puttanata", avrebbe preferito Orlando per ragioni politiche, cioè non rompere quel patto di Veltroni tra due culture progressiste. Ora poi diventa anche per Renzi quasi una necessita'. E si sa come a volte le necessita' si possano facilmente e legittimamente gestire in politica.

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