Consip, inchiesta sta diventando anche un "intrigo politico- giudiziario. mediatico" degno di Le Carre'

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L'inchiesta sulla Consip finisce, anche per la sua eclatanza, inevitabilmente per uscire dalle aule dei tribunali per assomigliare con il passare dei giorni ad un "grande intrigo politico-giudiziario-mediatico". Leggendo le varie  cronache sui principali quotidiani si delinea uno scenario da battaglia politica finale, da caccia grossa, con come obiettivo la grande preda, l'ex premier, Matteo Renzi. Si tratteggiano i vari accadimenti come una disavventura del Giglio magico, trovato con le mani nel sacco. E' un storia che farebbe invidia a John Le Carre', piena di spie, talpe, di soffiate spifferate nei corridoi che contano. Ci sono i personaggi di un romanzo di spionaggio, il "Principe", "babbo T", il "ragazzo" il "generale", "l'autista", il "grande vecchio". E naturalmente non possono mancare i "pizzini". In una vicenda che vede tutti contro tutti, per spuntarla. In palio c'e' la oltre alla testa di Matteo Renzi - il giovane politico che volle farsi re,  fregando gli ex comunisti - il controllo stesso della sinistra italiana. Oltre alle voci e agli spifferi, che come gocce scalfiscono la pietra, giorno dopo giorno, fioccano i commenti più disparati. Commenti che più o meno direttamente si riferiscono alla vicenda. C'e' Paolo Mieli sul Corriere che in sintesi sostiene che Matteo Renzi dopo la sconfitta referendaria avrebbe fatto meglio ad allontanarsi dalla politica per qualche tempo. Per poi tornare o magari essere richiamato dai nostalgici. Insomma avrebbe fatto meglio, molto meglio, a prendersi una pausa di riflessione per arrivare poi ad una "ripartenza". Per Mieli quello di aver invece puntato ad una "rivincita" secca, e' stato una "azzardo". "Compiuto - spiega il giornalista - mettendo nel conto, si spera, che una seconda disfatta (ndr. la prima e' stata la sconfitta del referendum), a differenza della prima, sarebbe riconducibile solo a lui e alla sua improvvida ansia di ottenere immediata riparazione per il torto riservatogli dal destino. Se le cose andassero male anche stavolta, verrebbe confinato, forse definitivamente, tra le personalità di secondo piano di un mondo politico in veloce trasformazione". Parole caustiche ammantate da ironia, che descrivono un  Renzi allo sbando. Magari con il pensiero neppure troppo recondito di poterselo togliere presto dai piedi. Quello di Renzi e' un po' il destino dei Craxi e dei Berlusconi. Non piace ai maggiori commentatori politici, che non ne apprezzano le durezze e la forte personalità. Ma Mieli avrebbe scritto lo stesso fondo senza la vicenda Consip? O forse questo e' il momento buono per assestare a Renzi il colpo di grazia? Chi invece difende Renzi, o almeno la confusione che si sta facendo sul suo nome in una vicenda che riguarda esclusivamente il padre, e' Mario Ajello sul Messaggero. Che critica il "cannibalismo" mediatico di Grillo nei confronti di Renzi. Arrivando addirittura a paragonare il web al manganello degli anni venti. "Nel codice tribale albanese del medioevo denominato Kanun - scrive - vigeva il principio che la responsabilità del padre ricadesse su tutti i membri della famiglia, a cominciare dai figli. Che la neo-politica modello Grillo - il cui reale obiettivo e' abbattere Renzi colpendolo attraverso il genitore - possa ricalcare quell'antico codice rischia di rappresentare un ritorno al primitivismo che stride con la sbandierata modernità". Ancora: "Come e' saltata nell'Italia giustizialista di questi anni la divisione  degli 'ordini' e dei poteri, così viene fatta saltare la divisione tra padri e figli , accumunati nel medesimo marchio d'infamia". Anche Ajello parla di "caccia alla preda finale", nella quale resta il fatto che "viene invasa la sfera affettiva", "in uno sconfinamento della politica che finisce per aggredire i diritti di libertà". "La famiglia - scriveva infatti G.K Chesterton, e aveva ragione - e' il test della libertà. Perché e' l'unica cosa che un uomo libero si costruisce da se' e per se'". Anche per questo andrebbe lasciata fuori dalla contese.  

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