Bocciata la sfiducia a Lotti (ma nel mirino dei grillini c'era Renzi). Il ministro "Mai rivelato segreti"

. Politica

Il Senato ha bocciato la sfiducia a Luca Lotti, ministro dello Sport (161 no contro 52 sì e 2 astenuti) indagato nell'inchiesta Consip per violazione del segreto istruttorio e potente sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo Renzi, che poi era il reale obiettivo nel mirino dei presentatori della mozione, i Cinquestelle. Rigettata quindi come era nelle previsioni la sfiducia nei suoi confronti. Ai Cinquestelle, votando sì, si sono associati la Lega e Sinistra italiana. Non hanno partecipato al voto nè Forza Italia nè il neo-gruppo degli scissionisti Pd, l'Mdp, che aspetta però che venga calendarizzata la sua di mozione, quella che invita Gentiloni a ritirare le deleghe a Lotti. Contro la sfiducia anche i verdiniani. Prima delle dichiarazioni di voto c'è stato l'intervento del ministro, che aveva accanto Gentiloni. Lotti ha rigettato ogni accusa, si è detto assolutamente innocente, ha parlato di "strumentalizzazione" dell'inchiesta, ha ipotizzato che Marroni (l'ad di Consip che avrebbe ricevuto da Lotti una 'soffiata' e che poi ha ripulito il suo ufficio dalle 'cimici' piazzate dai Pm di Napoli) abbia fatto del dichiarazioni forse per paura ed ha stigmatizzato la 'gogna' mediatica e politica cui è stato sottoposto per essere stato il braccio destro di Renzi. "Colpendo me si è voluto colpire un'intera stagione politica" quella riformatrice di Renzi, ha scandito chiaramente Lotti. "I fatti sono chiari. Non ho mai avvisato l'ingegner Marroni né nessun altro di un'indagine su Consip né gli ho mai passato alcune informazione di indagine. Mai. Sostenerlo - ha detto Lotti - significa incorrere nel reato di calunnia.  E per questo ci vedremo in tribunale. Questa presunta rivelazione non c'è mai stata. La mozione di sfiducia - ha aggiunto - mette in discussione quanto ho di più prezioso: la mia moralità prima che il mio ruolo politico. Con molta umiltà mi rivolgo a voi per respingere con determinazione questo tentativo". E ha proseguito: "È in atto un tentativo di colpire me non per quello che sono, ministro dello Sport, delega preziosa e cruciale di cui ringrazio Gentiloni e Mattarella, ma per quello che nel mio piccolo rappresento: si cerca di metre in discussione lo sforzo iformista di qusti anni, uno sforzo cui ho preso parte partendo da Firenze. Non si può cercare di liquidare quell'esperienza attraverso la strumentalizzazione di un'indagine giudiziaria che farà il suo corso".

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