Renzi proclamato segretario, "Ora basta spararmi contro"

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"Pertanto si proclama Matteo Renzi segretario del Partito democratico". Un grande applauso e l'assemblea nazionale del Pd riunita in un albergo romano ha proclamato Renzi segretario, formalizzando l'esito delle primarie. I mille delegati (700 per Renzi che ha ottenuto il 69,8%, 212 per Orlando corrispondenti al suo 20% e 88 per Emiliano con il 10,8%) hanno incoronato il loro leader e ascoltato il suo primo intervento centrato sulla necessità, nella ripartenza, che il partito sia una comunità e all'interno del quale si smetta di "sparare sul quartier generale", cioè su di lui, come è successo nei cinque mesi dalla sconfitta nel referendum. Un appello a tutti ma anche la determinazione di voler impedire liti e ulteriori scissioni. Anche perchè le elezioni sono ormai vicine e sarebbe puro autolesionismo disperdere quel consenso che il Pd sta riconquistando secondo gli ultimi sondaggi (che lo danno in risalita dopo l'appannamento, e perfino davanti ai Cinquestelle). "Oggi si rimette in gioco un'esperienza di popolo che non ha paura di ripartire e di ricominciare mettendo al centro le persone" ha detto l'ex premier ricordando che "in cinque mesi nel Pd ne sono successe di tutti i colori: abbiamo assistito a polemiche, litigi, scissioni, dando l'impressione di una comunità che sa solo litigare tradendo lo straordinario messaggio che il nostro popolo ci dà e ci ha ridato nelle primarie: non ha vinto Renzi nè Orlando nè Emiliano, ma la comunità che crede che la politica è una cosa seria, un Pd che non litiga, non si scinde, non è luogo dove tutti sparano contro il quartiere generale. Altro che partito personale...". Sulla legge elettorale, che è un capitolo fondamentale per la tenuta democratica del paese - ha aggiunto - "il Pd non farà il capro espiatorio: non ci facciamo prendere in giro dagli altri partiti", quelli che bocciando il referendum avevano detto che in sei mesi si poteva fare una nuova legge e "invece ci hanno portato nella palude". Per Renzi va bene qualsiasi legge "purchè sia decente". Infine l'appoggio al governo Gentiloni: ribadito a chiare lettere, al contrario di quanto insinuano alcuni retroscena. "Da cinque mesi diciamo con forza che nessuno del Pd ha messo o metterà in discussione il sostegno al governo guidato da Paolo Gentiloni a cui va la nostra amicizia, stima e riconoscenza per il lavoro che fa. Lo diremo per tutti i giorni fino alla fine della legislatura", ha aggiunto Renzi. "Ci siamo assunti la responsabilità di portare avanti il governo mentre gli altri si sono tirati indietro. La durata della legislatura non dipende da noi ma dal governo stesso e dal lavoro Parlamentare".

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