Battaglia nel Pd. Orlando contro il proporzionale puntava al centrosinistra e non alle larghe intese

. Politica

Il patto a tre Renzi-Berlusconi-Grillo per un ritorno al proporzionale non piace ad Andrea Orlando, che avrebbe invece preferito un sistema maggioritario che avrebbe potuto vedere una riedizione del centrosinistra gareggiare per la vittoria. Un po' sulla scia di quell'Ulivo creato da Romano Prodi. Orlando poi e' anche contrario alle elezioni anticipate, che fanno parte dell'accordo sulla legge elettorale. Addio quindi a quella segreteria unitaria che Renzi intendeva annunciare oggi in direzione. Ne' Orlando, ne' Emiliano ne faranno parte. Insomma Orlando si prepara a reinterpretare il vuoto lasciato da Bersani, che ha abbandonato il partito. Del resto le idee di Renzi sono ben differenti da quelle di  quella che sta per diventare la nuova minoranza del Pd. L'ex premier avrebbe voluto vincere il referendum e poi trionfare con l'Italicum per potere governare da solo o quasi. L'improvviso quanto imprevisto stop pero' gli avrebbe consigliato un cambio radicale di strategia. A lui governare con la sinistra, anche quella più radicale, proprio non va. Perché i suoi programmi sono altro, sono quelli di una sinistra progressista alla Tony Blair. Quindi per realizzare le sue riforme, meglio un accordo con Silvio Berlusconi, che dal punto di vista programmatico gli e' più simile di Pisapia e magari dello stesso Orlando. Per non parlare di Bersani con il quale non vorrebbe avere più nulla a che fare almeno sotto l'aspetto governativo. 

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