Per il voto spunta il 'Rosatellum-bis' col sì di Pd, Fi, Lega e Ap. Ma Di Maio lo boccia subito: "E' un inciucio"

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Come modello di voto in vista delle politiche del 2018, in dirittura d'arrivo, quando sembrava che non si facesse più in tempo, è spuntato quello che è possibile definire l'ultimo tentativo da parte del Parlamento di approvare una riforma della legge elettorale dopo i rilievi della Consulta: il 'Rosatellum-bis', che sposa proporzionale e maggioritario e rende possibili le coalizioni. Una proposta targata Pd che ha già avuto un primo sì da Forza Italia, Lega e centristi di Ap ma che Cinque stelle, Mdp (con Pisapia) e Fratelli d'Italia hanno subito bocciato: "Inciucio" ha tuonato Di Maio, "imbrogliellum" gli ha fatto eco D'Attorre (Mdp). E' stato Emanuele Fiano che a nome del Pd ha ufficialmente depositato oggi in commissione Affari costituzionali della Camera il testo del Rosatellum bis (ribattezzato anche 'Rosatellum 2.0', dal nome del capogruppo Pd a Montecitorio Ettore Rosato). In sostanza il Rosatellum-bis  propone un sistema su base proporzionale con un correttivo maggioritario: prevede infatti 231 collegi uninominali, che spingono a formare coalizioni, e uno sbarramento al 3% per le singole liste e al 10% per le coalizioni. La distribuzione dei seggi è per il 36% maggioritaria e per il 64% proporzionale. Nei collegi  plurinominali, dove vale il proporzionale, sono previsti dei listini molto corti, dai 2 ai 4 candidati massimo. Non è ammesso il voto disgiunto. Viene fissata inoltre una quota di genere nella proporzione di 60-40%. La nuova scheda elettorale sarà unica e conterrà i nomi dei singoli candidati associati ai partiti che li sostengono, con accanto i nomi del listino della circoscrizione relativa. Una proposta di riforma che è incappata subito nel fuoco di sbarramento dei Cinquestelle che bocciano in primis l'introduzione delle coalizioni. "Macchè Rosatellum! Chiamiamola "anticinquestellum" dicono i grillini ai quali dà voce ufficiale il candidato premier M5s Luigi Di Maio: "Stanno facendo una legge elettorale per fermare il M5s, in cui Fi e Pd si trovano perché stanno facendo un grande inciucio per arginare il nostro Movimento. Se prendi il 30% dei voti - aggiunge - rischi di ottenere solo il 15% dei seggi. E' un meccanismo collaudato per fermarci. Siamo ancora una volta di fronte al partito unico che si organizza contro di noi, perché ha paura. Con questa legge stanno cercando di fare perdere chi vince e vincere chi perde. Si mettono insieme per toglierci i voti". 

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"Stanno facendo una legge elettorale per fermare il M5S, un grande inciucio di  Fi e Pd per arginare il nostro Movimento", attacca il candidato premier dei pentastellati Luigi Di Maio.


In sostanza il Rosatellum-bis è un sistema su base proporzionale con un correttivo maggioritario: prevede infatti 231 collegi uninominali, che spingono a formare coalizioni, e uno sbarramento al 3% per le singole liste e al 10% per le coalizioni. La distribuzione dei seggi è per il 36% maggioritaria e per il 64% proporzionale. Nei collegi  plurinominali, dove vale il proporzionale, sono previsti dei listini molto corti, dai 2 ai 4 candidati massimo. Non è ammesso il voto disgiunto. Viene fissata inoltre una quota di genere nella proporzione di 60-40%. La nuova scheda elettorale sarà unica e conterrà i nomi dei singoli candidati associati ai partiti che li sostengono, con accanto i nomi del listino della circoscrizione relativa.

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