Renzi: notte "devastante" sulle candidature "ma ora comincia la vera battaglia"

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Alle quattro di stamane nel fortino del Nazareno la direzione Pd ha approvato le liste dei candidati per le politiche ma senza il voto della minoranza di Orlando, Cuperlo e Emiliano e in un mare di polemiche, anche se il ministro della Giustizia non ha voluto parlare di rottura ("Non c’è stata nessuna trattativa o braccio di ferro, perché i nomi li sentiamo solo ora, non li abbiamo neanche letti..."). Alla fine di un tira e molla durato più di diciassette ore in un clima tesissimo e tra i ripetuti rinvii dei lavori Matteo Renzi ha comunque voluto rivendicare il lavoro fatto senza negare gli scontri interni ma guardando alla difficile campagna elettorale. Sarà un mese di fuoco, riconosce, mentre gi ultimi sondaggi danno il Pd in calo al 22,7% contro il 29,3% dei Cinquestelle e un centrodestra unito ancora più su, al 36,7% - ma lui è ottimista: "È stata una delle esperienze più devastanti che abbia vissuto -ha detto - ma da domani dobbiamo fare una grande battaglia: la squadra avversaria è meno forte di noi". Le scelte: Renzi correrà nel collegio Firenze 1 Camera e nei listini di Umbria e Campania. Paolo Gentiloni nell’uninominale a Roma, nel plurinominale nelle Marche e in Sicilia. Moltissime conferme tra i renziani ma anche alcune new entry. Nelle liste ci sono il costituzionalista Stefano Ceccanti e il portavoce di Gentiloni, già portavoce di Renzi, Filippo Sensi. Roberto Giachetti sarà all’uninominale in Toscana, a Sesto Fiorentino. Lucia Annibali, l’avvocatessa sfregiata dall’acido, nell’uninominale a Parma. In Campania in lista il nome di Franco Alfieri, che fu al centro del caso "fritture" da offrire nella campagna per il referendum. È confermata la cadidatura di Maria Elena Boschi nel collegio di Bolzano. Scompare dalle liste il nome del ministro De Vincenti. All’ultimo sono rientrati in corsa Cesare Damiano e Barbara Pollastrini che saranno candidati. Soddisfatti gli esponenti delle aree Martina e Orfini, che avrebbero confermato lo stesso numero di parlamentari. Tra gli alleati sciolto il dubbio su Beatrice Lorenzin, che correrà per la Camera a Modena, mentre a Riccardo Nencini viene affidato il difficile collegio di Arezzo, per il Senato. Altri nomi: la ministra Fedeli al Senato nel collegio di Pisa, Perferdinando Casini nel collegio uninominale di Bologna, Franceschini alla Camera a Ferrara, Delrio a Reggio Emilia, Emma Bonino a Roma per il Senato. Madia a Roma2, Padoan a Siena, Minniti a Pesaro, Fioroni a Viterbo, Dalla Vedova a Prato, Cuperlo a Sassuolo, Pittella a Potenza. Esclusa Giusi Nicolini, l'ex-sindaco di Lampedusa e Lo Giudice, già presidente dell'Arcigay. Insomma una nottataccia tra scelte difficili, esclusi eccellenti - "Esclusa gente seria, il Pd mediti" ha commentato polemicamente il ministro Calenda - e 'paracadutati' che hanno fatto infuriare i territoriali. Lo ha riconosciuto il segretario: "Questa è una delle esperienze peggiori, una delle esperienze più devastanti dal punto di vista personale. Abbiamo ricevuto dei no, alcuni mi hanno fatto male: persone con cui abbiamo fatto anche un pezzo di strada insieme". 

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