Salvini e Di Maio potrebbero chiedere un voto agli italiani sul loro "Contratto". Con Cottarelli governo del presidente, con presidente delegittimato dalla maggioranza.

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La crisi che si e' aperta e gravissima e piena di conseguenze, non tutte prevedibili.  Bisognerà vedere come reagiranno ora i mercati. Con colpe che gli uni attribuiranno agli altri e con un Mattarella, che da arbitro si ritrova, suo malgrado, immerso fino al collo nella contesa politica. Con pochi che anche per convenienza lo hanno finora difeso e che bisogna vedere quanto, sempre per convenienza lo difenderanno in campagna elettorale. Mattarella  indicato come "l'amico di Berlino", ed "esecutore" di quel governo di cambiamento sul quale, anche a sorpresa M5s e Lega, erano riusciti a trovare la quadra. Superando entrambi molte difficoltà, al suo interno Di Maio, con suoi alleati del centrodestra Salvini. Ora Mattarella ha subito chiamato Cottarelli per conferirgli l'incarico domani mattina. Facile prevedere quale clima troverà quando si presentera' alle Camere per la fiducia. Ed altrettanto facile prevedere che il dibattito si trasformerà in un "processo" su Mattarella, al di la' della decisione su una richiesta di messa in stato di accusa. Il Presidente viene improvvisamente catapultato in una situazione comunque critica da qualunque parte la si veda. Si trova ad essere un presidente eletto da un Parlamento che non c'e' più, con quello attuale con il quale e' subito entrato in conflitto e con il prossimo nel quale potrebbe avere, stando alle previsioni, rapporti ancora peggiori. E visti gli sviluppi della situazione si trova anche a dovere necessariamente indicare un governo del presidente. Chi lo sta delegittimizzando chiederà certamente anche le sue dimissioni. Che Mattarella con ogni probabilità non darà, ritenendosi dalla parte del giusto nella difesa della Costituzione e degli italiani. Italiani che pero' potrebbero nuovamente, ed anche con maggior consensi premiare proprio il M5s e la Lega. Che potrebbero concordare una sorta di desistenza elettorale, chiedendo ai loro elettori di votare sul loro accordo, squadra di ministri messa a punto compresa, compreso anche Savona al Tesoro. Per ilmpremier potrebbero concordare che andrà a chi prenderà piu voti. L'unico a rimetterci potrebbe essere Giuseppe Conte, il postino in taxi, miracolato soloper qualche giorno. E se Di Maio e Salvini dovessero vincere, che fara' Mattarella. Dira' ancora no a Savona al Tesoro? Naturalmente queste sono solo ipotesi. Che se veritiere anche solo in parte vedrebbero d e Fi in gravi difficoltà. Con rischio di un crollo elettorale senza precedenti che potrebbe anche essere direttamente proporzionale alla loro difesa dell'operato di Mattarella. Perché e' comunque chiaro che la vicenda odierna del veto e della conseguente apertura di una crisi istituzionale inedita nella storia repubblicana saranno i temi centrali della prossima campagna elettorale.  Elezioni impossibili da impedire per il Presidente. Bisognera' vedere chi avra' il coraggio "politico" di votare Cottarelli in Parlamento. Ormai si aperta la cacci, da decidere chi sarà la lepre…

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