Di Maio in difficoltà, Salvini mattatore. Tra forzature e bugie partita difficile da arbitrare

. Politica

Questa crisi ormai trasformatasi in istituzionale e' entrata in una spirale dove sta succedendo di tutto. Gli strappi e le forzature rispetto a quello che e' un consolidato protocollo sono continui. Qualche volta sembrano, per la loro ingenuità, frutto di uno stato confusionale che ha preso un po' tutti. Un esempio, Cottarelli che esce di soppiatto dal colloquio con il Capo dello Stato, quello formale di ieri, che ha dato la stura a tutte le supposizioni, fino all'arrivo del responsabile della comunicazione del Quirinale, poteva esser altrimenti gestito. Sarebbe bastato che fosse uscito per una breve dichiarazione, come da prassi, il segretario generale Zampetti e si sarebbe evitato un polverone. Certo la partita ricca di colpi di scena, con tanti sgambetti e qualche bugia, e' molto difficile da arbitrare. Anche perché come prima cosa, con le elezioni che appaiono a tutt'oggi la strada più probabile, anche se in autunno e non a luglio, tutti guardano i sondaggi. Il M5S e' dato in calo, la Lega in prepotente ascesa, come dimostrano anche tutti i test elettorali. Allora? Di Maio, in difficoltà, ovviamente preferirebbe rinunciare al voto, perché forse un'occasione come quella di questa volta difficilmente gli si ripresenterà. Al contrario a Salvini, per ora l'autentico mattatore, in grado di alzare il pollice verso oppure no, conviene andare a votare, perché come minimo avra' una maggiore forza contrattuale nei confronti dei grillini. La posta ovviamente e' palazzo Chigi. Il rilancio di Di Maio, quasi fuori tempo massimo - spostare Savona ad altro dicastero e lasciare tutto com'era, Giuseppe Conte da richiamare per fare il premier - non puo' andare bene a Salvini. Perché perdere la faccia dopo un paio di giorni, senza avere nulla in cambio? Il leader della Lega in mattinata aveva subito chiuso, per lasciare uno spiraglio in serata: "Ci penserò, vedrò Di Maio". Cosa ha in testa Salvini? Non si sa con esattezza  ma un'ipotesi la si puo' pure avanzare. Forse l'unico cambio possibile con Savona, sarebbe se fosse lui stesso ad andare a palazzo Chigi, al posto di Conte. Se fosse questo il rilancio, come reagirà Di Maio?  Ecco perché al momento la strada più probabile, sic stantibus rebus, rimane il governo del presidente, con Cottarelli. Accolto pero' meglio in Parlamento per farlo arrivare con la possibile autorevolezza almeno fino all'autunno, con tanto di preparazione della manovra economica. Salvini a questo punto fa affidamento sul "suo" centrodestra che non gli può dire di no. Costringendo anche ll Pd ad abbandonare le sue paure elettorali e ad appoggiare l'iniziativa di Mattarella. Tutto pero e' possibile, visto che Mattarella, dopo essere stato politicamente insultato pubblicamente, con addirittura una ridicola richiesta di impeachment, ha ricevuto Di Maio al Quirinale. Nessuno scrittore di fantascienza avrebbe potuto immaginare una storia di fantapolitica come quella che sta andando in scena. Difficilmente le sorprese finiranno qui. Non c'e' che aspettare la prossima….

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