Grillo contro il voto. Salvini "Un governo Pd-M5s? Inorridisco"

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Innescata la crisi e in attesa della discussione sulla mozione di sfiducia a Conte presentata in Senato dai leghisti, forse già la prossima settimana, quella di Ferragosto, come è negli auspici del capo del Carroccio, è battaglia a tutto campo sui tempi per arrivare - se del caso - alle elezioni anticipate. Salvini vuole fare presto, preme perchè gli italiani tornino ad esprimersi il 13 ottobre - il che vorrebbe dire che Mattarella dovrebbe sciogliere le Camere entro il 20 di agosto - o al più tardi ai primi di novembre. I Cinquestelle frenano e fanno del tutto per ritardare questo appuntamento - "Prima il taglio dei parlamentari", dicono - pur non dicendosi contrari al voto anticipato. Anche il Pd dice di non temere le urne ma vari spifferi  e molti retroscena insistono nel sottolineare che c'è stato qualche contatto a fini dilatorii tra i dem e il Movimento, rumors comunque smentiti con forza dal Nazareno e dallo stesso Renzi che Salvini vede come protagonista di tentativi volti a mettere i bastoni tra le ruote al suo timing elettorale. Oggi contro l'ipotesi di un voto anticipato e soprattutto per scuotere i suoi è ri-sceso in campo Beppe Grillo. Sul suo blog il fondatore e garante del Movimento dice di volersi elevare per salvare l'Italia dai "nuovi barbari". "Non si può lasciare il paese in mano a della gente del genere solo perché crede che senza di loro non sopravviveremmo. Un complesso di Edipo in avvitamento che  è soltanto un’illusione... lasciamoci quindi alle spalle Psiconani, Ballerine e Ministri Propaganda a galleggiare come orridi conglomerati di plastica nei mari: per loro quella è vita, una gran vita...Dobbiamo fare dei cambiamenti? Facciamoli subito, altro che elezioni, salviamo il paese dal restyling in grigioverde dell’establishment, che lo sta avvolgendo! Come un serpente che cambia la pelle" scrive Grillo. La prima a rispondergli dal cotè centrodestra è stata la Meloni: "Per Beppe Grillo non serve dare la parola agli italiani con il voto. È subito corso a salvare la poltrona ai suoi compagni. Che finaccia Beppe. Dai vaffa nei confronti della casta alla peggiore partitocrazia ribaltonista". Poi il commento di Salvini:"Tamarro? Cosa rispondi a uno che ti definisce così. Non vedo una grande contestazione politica. Oggi ho ricevuto attacchi da Grillo e da Richard Gere. Me ne farò una ragione. Io rispondo agli italiani non a Grillo e Gere". Quindi il capo della Lega ha ripetuto un concetto già espresso nelle ultime ore e cioè che l'idea di un governo Pd-M5s lo fa semplicemente "inorridire". Nuova smentita in proposito da parte di Renzi: "Pronti a sfiduciare Salvini, niente accordicchi".






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