Un governo Pd-M5s? Renzi apre, Zingaretti chiude

. Politica

Non erano solo voci. L'intervista di Matteo Renzi al Corriere ha dato sostanza ai rumors che correvano da quando si è aperta la crisi di governo. L'ex-segretario Pd ha aperto ad un governo di "garanzia elettorale" anche con i Cinquestelle giudicando "folle" andare subito alle urne senza aver trovato il modo di sterilizzare l'aumento dell'Iva e senza aver approvato in via definitiva il taglio di oltre 300 parlamentari, la carta che Di Maio sta giocando da quando Salvini ha deciso di staccare la spina al governo Conte. Le aperture di Renzi si sono scontrate subito con il 'no' di Zingaretti che ha valutato l'idea renziana come un regalo alla Lega. Carroccio e M5s, ha ribadito Zingaretti, sono da sempre gli avversari politici dei Democratici e è assurdo ipotizzare un governo coni grillini. La bocciatura del segretario dem, che si è di nuovo detto pronto al voto ed ha invitato il partito all'unità, anche contro chi dall'interno instilla "veleni", ha sottolineato plasticamente la capacità del Pd di dividersi nei momenti cruciali. Salvini intanto prosegue nel suo beach-tour: oggi è in Sicilia (a Catania è stato contestato da un gruppetto di giovani oppositori che hanno anche lanciato bottiglie di plastica vuote contro la sua auto) e proprio da Catania ha rilanciato il suo messaggio "al voto subito, no agli inciuci" prendendosela con Renzi, con Grillo (ma più con l'ex-premier) e con tutti quelli che a suo giudizio la stanno tirando per le lunghe "per conservare la poltrona" e citando espressamente "Renzi, Di Maio, la Boschi e Fico". Domani il primo appuntamento in Parlamento per questa crisi agostana: la capigruppo di palazzo Madama per calendarizzare la mozione di sfiducia a Conte da parte di Salvini. La Lega preme sull'acceleratore, vorrebbe la discussione anche prima di Ferragosto o al massimo entro il 20 (per arrivare, negli auspici del Carroccio, ad uno scioglimento delle Camere che porti gli italiani al voto il 13 o al massimo il 20 o il 27 ottobre) ma in capigruppo se non c'è accordo non contano i sondaggi, si vota a maggioranza e la Lega ha solo il 17%... Sarà la prima occasione per verificare la consistenza del partito del non-voto. Comunque, subito dopo, il pallino spetterà a Mattarella al quale tutti si raccomandano (da Zingaretti a Renzi e a Di Maio) manifestandogli grande fiducia per come gestirà questa delicata fase.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi