Conte, mio governo finisce qui. Al Quirinale per dimissioni

. Politica

Il governo gialloverde guidato da Giuseppe Conte arresta il suo percorso dopo 445 giorni e il presidente del Consiglio si recherà dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per formalizzare le dimissioni. In un discorso di circa un'ora in un'aula del Senato bollente Conte ha scandito: "La crisi in atto compromette l'azione di questo governo, che qui si arresta. La decisione della Lega che ha presentato la mozione di sfiducia, oltreché le dichiarazioni e comportamenti chiari e univoci, mi impongono di interrompere questa esperienza". Passaggio Mattarella, ha sottolineato il premier, "guiderà il paese in questo delicato passaggio" e ha chiarito "c'è ancora molto da operare. L'Italia sta attraversando un tempo di trasformazioni, c'è un gran bisogno di politica con la 'P' maiuscola, di capacità di progettare il futuro e di visione prospettica. Non abbiamo bisogno di uomini con pieni poteri, ma che abbiano cultura istituzionale e senso di responsabilità. Le crisi di governo non si affrontano né si regolano nelle piazze, ma nel Parlamento. Hai chiesto pieni poteri e ancora di recente ti ho sentito invocare le piazze, questa tua concezione mi preoccupa. Il principio dei pesi e contrappesi è fondamentale perché sia garantito l'equilibrio del nostro sistema e siano precluse vie autoritarie". Aula Quelle di Conte sono state parole di rivendicazione di quanto di positivo fatto dal suo governo, di un puntiglioso j'accuse nei confronti del suo vice Salvini e, in qualche modo, volte a segnalare una certa immaturità del Movimento 5stelle: "Quando il presidente del Consiglio si presenta in aula per rendere una informativa", come sulla vicenda del "Rublogate", "il rispetto delle istituzioni vorrebbe che si rimanesse in aula ad ascoltarlo e non c'e' ragione che giustifichi l'allontanamento". Al suo ingresso nell'aula di Palazzo Madama Conte era stato accolto da una standing ovation dei senatori M5s e da un silenzio imbarazzato dei leghisti, poi durante l'intervento si sono alternati applausi e contestazioni da quelle che la presidente Alberti Casellati ha definito "tifoserie". La crisi ha rilevato Conte è "una decisione oggettivamente grave, che comporta conseguenze rilevanti per la vita politica, sociale ed economica del Paese", a partire dal possibile aumento dell'Iva e dal rischio di esercizio provvisorio. Mediazione "Far votare i cittadini è l'essenza della democrazia, sollecitarli a votare ogni anno è irresponsabile. Ogni partito - secondo Conte - è chiamato ad operare una mediazione tra gli interessi di parte e quelli generali, quando ci si concentra solo su interessi di parte non si tradisce solo la nobiltà della politica, ma si compromette l'interesse nazionale. È difficile conciliare la presentazione di una mozione di sfiducia con la permanenza in carica dei propri ministri". La vicenda russa, per Conte, meritava "di essere chiarita anche per i risvolti sul piano internazionale" e quindi: "Se avessi accettato di venire qui al Senato per riferire avresti evitato al tuo presidente del Consiglio di presentarsi al tuo posto, rifiutandoti per giunta di condividere con lui le informazioni di cui sei in possesso". Efficacia E ancora: "Ci sono stati molti episodi che riservatamente e pubblicamente ti ho fatto notare, come ad esempio ti avevo detto di indicarmi i delegati della Lega per i lavori per approntare la finanziaria, ma ho atteso due mesi. Hai invaso le competenze di altri ministri, con sovrapposizioni e interferenze che hanno influito sull'efficacia dell'azione. Hai criticato singoli ministri quando io stesso ti avevo pregato di riferirmi privatamente e riservatamente qualsiasi riflessione sulla composizione della squadra di governo". Il premier ha toccato il tasto europeo: "Ho cercato in questi 14 mesi di indirizzare la politica dell'Italia lungo un percorso di europeismo critico. Ho evitato per due volte la procedura di infrazione dell'Italia che sarebbe stata dannosa e anche per la designazione della presidenza della Commissione Ue l'Italia ha svolto un ruolo decisivo. Sforziamoci di cogliere le opportunità piuttosto che contrastare in modo sterile compromettendo i nostri interessi nazionali", eppure "in coincidenza dei più importanti Consigli europei non sei riuscito a contenere la foga comunicativa, creando un controcanto politico che ha generato confusione". Simboli Infine, un appunto ha detto Conte che "ammetto, non ti ho mai riferito. Chi ha compiti di responsabilità dovrebbe evitare di accostare, accanto agli slogan politici, i simboli religiosi. Hai compiuto episodi che nulla hanno a che vedere con la libertà di coscienza religiosa, ma di più con una incoscienza religiosa", che rischia "di offendere il sentimento dei credenti e di oscurare il principio di laicità, tratto fondamentale dello Stato moderno".
(foto da Senato Tv)

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