Il pallino a Mattarella, consultazioni da domani. Salvini: "Conte? Da lui solo insulti"

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Alle nove di sera il governo gialloverde ha cessato di esistere, almeno con pieni poteri, dopo 14 mesi di vita. Mantenendo la parola il premier GiuseppeConte ha varcato il portone del Quirinale dove lo aspettava Sergio Mattarella nelle cui mani è passato il boccino della crisi. Ha rassegnato le dimissioni nelle mani del capo dello Stato cui spetta ora la difficile impresa di dipanare la matassa di questa pazza crisi innescata da Matteo Salvini l'8 agosto per arrivare al voto subito, fatta di colpi di scena e di giravolte. Mattarella ha accolto le dimissioni di Conte e lo ha incaricato di rimanere in carica, come vuole la prassi, per gli affari correnti. Consultazioni rapide, da domani pomeriggio con i presidenti di Senato e Camera e a seguire i partiti minori. Dureranno 24 ore, si concluderanno il pomeriggio di giovedì quando al Colle saliranno i Cinquestelle. Poi le decisioni dl presidente della Repubblica: probabile come prima mossa un incarico esplorativo ad una personalità diversa da Conte per verificare - ma con numeri e programma - se esiste la possibilità di una maggioranza alternativa - magari proprio quella di cui si parla, tra M5s e Pd - a quella Lega-M5s che ha governato fino oggi, con un'esplosione di veleni e polemiche nelle ultime settimane. Se si riscontrasse l'impossibilità di una nuova maggioranza, prima dello scioglimento delle Camere e quindi del voto anticipato, strada quasi obbligata in questo caso, si potrebbe sempre ricorrere alla formula di un governo di scopo o del governo istituzionale ma solo per sterilizzare l'Iva e fare la legge di bilancio.  Molto improbabile. Ma per ora si procede a tentoni e con trattative sotterranee e domani c'è anche una delicatissima direzione Pd dalla quale molti si aspettano lumi sull'atteggiamento definitivo dei dem, ondeggianti tra le ipotesi alternative sostenute da Zingaretti e Renzi sul modo per risolvere la crisi. Salvini intanto, che è esploso in un "finalmente" liberatorio all'annuncio delle dimissioni di Conte, ha replicato ai duri attacchi rivoltigli dal premier dicendosi "deluso": "Da lui - ha aggiunto - "non sono venute idee ma solo insulti". E tra gli "insulti" probabilmente Salvini ha anche messo quello relativo alla sua mancanza di coraggio. Conte gli ha attribuito la paternità della crisi ma anche la mancanza di coraggio nel portare a termine la sua iniziativa, anche con il repentino ritiro, stasera, della mozione di sfiducia nei suoi confronti. "Se questo coraggio non lo hai - ha detto in sintesi il premier - me lo assumo io, vado al Quirinale a dimettermi". "Non ho paura del giudizio degli italiani" ha replicato il leader della Lega all'uscita dal Senato "Sono qua con la grande forza di essere un uomo libero, quindi vuol dire che non ho paura del giudizio degli italiani, in questa aula ci sono donne e uomini liberi e donne e uomini un po' meno liberi. Chi ha paura del giudizio del popolo italiano non è una donna o un uomo libero".  "Se qualcuno da settimane, se non da mesi, pensava a un cambio di alleanza, molliamo quei rompipalle della Lega e ingoiamo il Pd- ha concluso - non aveva che da dirlo. Noi non abbiamo paura. Se vogliono governare con Renzi, auguri!".


 

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