Pd e grillini ci provano. Mattarella gli concede 4 giorni, o accordo o al voto

. Politica

Pd e grillini hanno deciso di provarci. Zingaretti e Di Maio proveranno a mettere insieme e a raggiungere un compromesso tra le cinque "condizioni" irrinunciabili poste dai dem con i dieci "impegni" che stanno a cuore ai grillini, quelli che il capo politico dei Cinquestelle ha illustrato oggi al Quirinale dopo l'incontro con il capo dello Stato. Ma per mettersi d'accordo superando gli attacchi e contrattacchi velenosi di un passato freschissimo, buttare giù un programma di governo e, udite udite, concordare sul nome di un premier e dei ministri hanno davanti una missione quasi impossibile: devono fare tutto in
solo quattro giorni, quelli che ha concesso loro Mattarella. Il capo dello stato vuole una soluzione rapida, il momento è delicatissimo, gli impegni europei e internazionali incombono così come la necessità di una legge di bilancio che non faccia sballare i conti. Ha dunque fretta ma lascia ancora qualche giorno alle forze politiche perchè qualche spiraglio è pure emerso dal primo giro di consultazioni. Le riprenderà per un secondo giro nella giornata di martedi 27 agosto. Quel giorno o avrà indicazioni certe sulla possibilità di una nuova maggioranza o gli toccherà, anche se a malincuore, sciogliere le Camere interrompendo anzitempo la legislatura e portare il paese al voto. Che siano dem e M5s rispetto ad altre formule ad avere le migliori possibilità di riuscire nell'impresa di formare una nuova e solida maggioranza, nei numeri in Parlamento e nel programma, lo testimonia l'ultimo tentativo andato a vuoto da parte di Salvini di lanciare un nuovo appello ai Cinquestelle, tipo "abbiamo pure lavorato bene insieme, scurdammoce 'o passato, non serbo rancore, Luigi è bravo...". E soprattutto l'appuntamento che Pd e M5s si sono già dati per domani. Nei tempi strettissimi di questa pazza crisi l'assemblea dei parlamentari grillini ha dato mandato al capo politico di incontrare i dem per tentare l'accordo, "partendo dal taglio dei parlamentari" (un punto sul quale non è impossibile arrivare da un'intesa anche perchè il taglio dei parlamenatri era incluso nella riforma costituzionale di Renzi). Quattro giorni per avere una nuva maggioranza, un nuovo governo e un nuovo premier. La discontinuità chiesta da Zingaretti sbarra la strada ad un Conte-bis ma il presidente del Consiglio dimissionario ma ancora in carica per gli affari correnti potrà andare a Biarritz al vertice del G7 che si terrà questo week-end senza l'imbarazzo, quando parlerà con i Grandi del mondo, di avere un sostituto già insediato a palazzo Chigi. (foto dal sito del Quirinale)

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi