La guerra Renzi-Zingaretti non il programma l'ostacolo per accordo con M5S

. Politica

Questa e' la crisi del detto e del non detto, dei sottintesi, delle divisioni interne sia al Pd che al M5S, che mettono a rischio un accordo di governo. Mai in politica se c'e' la volontà non si e' trovato un accordo sul programma. Anzi quello che non avviene per mesi o giorni si chiude in pochi minuti se c'e' la necessita' impellente di evitare una rottura. Quello che invece può diventare insuperabile e' la volonta' opposta di non volere chiudere, allora ogni pretesto programmatico e' buono all'uso. E non c'e' che l'imbarazzo della scelta. Questo cose Mattarella ben le conosce e per questo si arrabbia. Ora nel Pd Zingaretti non si fida di Renzi e viceversa l'ex premier non si fida di lui, con tanto di improvvise pugnalate. Quella di Renzi a Zingaretti, accusato tramite l'attacco a Gentiloni, di volere fare saltare l'accordo, ne e' la prova provata. Una domanda come fa un partito destabilizzato al suo intero a dare via ad una maggioranza stabile di legislatura? Oltre tutto Renzi ha anche avvertito che non e' detto che il Pd arriverà unito alle prossime elezioni. Zingaretti potrebbe pensare che il senatore fiorentino voglia solo prendere un po' di tempo per organizzarsi e per andare alle elezioni quando vuole lui. Dall'altra parte non e' che vada molto meglio. Anzi le anime non sono solo due ma molte di più'. C'e' chi vuole l'accordo a tutti costi, chi vorrebbe tornare con la Lega, Casaleggio compreso, chi il Pd proprio non digerisce, come Di Battista. Allora che succedera‘? Se governo sarà non sarà certo di legislatura, anzi si annuncia molto ballerino, per di più con una finanziaria lacrime e sangue da affrontare. Se invece sarà rottura per andare alle elezioni, non sarà certo per il povero programma al quale verra' attribuita la colpa, ma per la decisione di Zingaretti, che ora ha in mano le redini della crisi, di non fidarsi e di andare a prendersi i deputati che ora sono di Renzi, con nuove elezioni. E di giocarsi una partita difficile ma neppure impossibile, come confermano i sondaggi di questi giorni.

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