Nagorno-Karabakh, ancora bombe. Tra Armenia e Azerbaijan rischio di guerra aperta

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Nagorno Karabakh

Le autorità dell’autoproclamata Repubblica del Nagorno-Karabakh chiedono all’OSCE un riconoscimento ufficiale

di Oriana Mariotti

Il conflitto tra Armenia e Azerbaijan per il Nagorno-Karabakh si sta inasprendo in modo preoccupante. Una serie di bombardamenti sta portando le due repubbliche ex sovietiche sull’orlo della guerra aperta. Il Nagorno-Karabakh si è autoproclamato indipendente dall’Azerbaigian dopo il conflitto esploso nel 1992, con il nome di Repubblica dell’Artsakh. L’ultima accusa di Baku agli armeni è il lancio di missili sulla popolazione civile di Ganja, seconda città del paese. Fonti militari del Nagorno-Karabakh indicano che sarebbe stato colpito un aeroporto militare. Le autorità dell’autoproclamata Repubblica del Nagorno-Karabakh chiedono all’OSCE un riconoscimento ufficiale

Civili morti

Nell’attacco di domenica a Ganja si contano un morto e diversi feriti. Sotto attacco anche Stepanakert, la capitale del Nagorno-Karabakh. Il tutto nonostante da venerdì scorso sia in vigore un cessate il fuoco. Il ministro degli Esteri armeno, Zohrab Mnatsakanian, ha accusato l’Azerbaijan di aver deliberatamente colpito target civili. Una guerra tra le due repubbliche ex sovietiche inevitabilmente coinvolgerebbe anche Russia, Turchia e Iran, pronte a esercitare la loro influenza sui territori del Caucaso del sud. Il presidente dell’Azerbaijan, Ilham Aliyev, ha dichiarato che i territori del Nagorno-Karabakh appartengono al suoa Paese e gli armeni devono evacuarli al più presto: “Questo è quanto. Abbiamo dimostrato loro chi siamo. Li stiamo cacciando via come cani”.

Mediazioni

In un conflitto più che trentennale la Russia ha fatto spesso da mediatore, pur avendo venduto armamenti a entrambe le parti. Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha espresso preoccupazione di fronte alla violenza dei bombardamenti e ha chiesto una immediato cessazione delle ostilità. La Turchia è culturalmente ed economicamente legata all’Azerbaijan e non ha mai celato il suo appoggio incondizionato a Baku. Anche gli appelli del Gruppo di Minsk (composto da Francia, Russia e Stati Uniti) sono stati pressoché ignorati dalle parti. In realtà gli Usa con la presidenza Trump sembrano aver fatto un passo indietro anche in questo caso, così come nella maggioranza dei conflitti internazionali in atto. Intanto le autorità della del Nagorno-Karabakh hanno presentato all’OSCE una richiesta ufficiale di riconoscimento internazionale. Attualmente soltanto tre Stati non appartenenti all’ONU riconoscono la Repubblica dell’Artsakh: la Transnistria, l’Abkhazia e l’Ossezia del sud.

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